21 Feb, 2026 - 14:42

Se al referendum vince il No, ci sarà subito una nuova legge elettorale

Se al referendum vince il No, ci sarà subito una nuova legge elettorale

L'indiscrezione è a firma di Francesco Verderami del Corriere della Sera: se al referendum vincesse il No, la prima mossa che farebbe il centrodestra è quella di accelerare per avere una nuova legge elettorale.

Secondo il giornalista del CorSera, in ogni caso, il disegno di legge verrà presentato già prima del 22 e del 23 marzo, quando si apriranno le urne per la riforma Nordio in quanto l'accordo politico già sarebbe stato raggiunto e avrebbe coinvolto anche i partiti che non fanno parte della maggioranza come il Pd e il Movimento Cinque Stelle.

Una nuova legge elettorale se vince il No

Per come l'ha raccontata Verderami, la nuova legge elettorale è una sorta di assicurazione sulla vita dopo il referendum sulla giustizia: servirà sia ai vincitori che agli sconfitti per avere un punto fermo da cui ripartire: le elezioni politiche del 2027, con una nuova legge che, secondo gli ultimi accordi tra Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega (ma non solo: sono stati coinvolti anche gli sherpa dell'opposizione) avrebbe un impianto proporzionale con un premio di maggioranza che scatterebbe se una coalizione raggiungesse il 40%.

Sta di fatto che nemmeno in quest'occasione si verrebbe a creare una super maggioranza in parlamento. Il premio, infatti, non farebbe ottenere automaticamente il 55% dei seggi, ma garantirebbe ai vincitori i 105 posti in più previsti dai listini, 70 alla Camera e 35 al Senato.

Nessuna maggioranza bulgara

L'obiettivo di evitare maggioranze bulgare, quindi, verrebbe assicurato in questo modo: il premio di maggioranza anche alla coalizione che superasse il 40% non metterebbe l'opposizione in un angolo.

Per questo, la nuova formula piace un po' a tutti i partiti.

E poi c'è anche la variabile Vannacci che è stata presa in considerazione. Se il Generale, con il suo Futuro Nazionale, non si allineerà al centrodestra preferendo correre da solo, dovrebbe raggiungere il 3% a livello nazionale per far scattare qualche suo seggio. E, secondo i primi sondaggi che l'hanno pesato, più o meno è su quell'asticella.

Tutti contenti, quindi?

Sembrerebbe di sì. Anche perché agli attuali parlamentari, dopo l'accordo sulla legge elettorale, è stato garantito che qualsiasi sia il risultato del referendum non ci saranno elezioni anticipate.

La legislatura attuale vivrà fino al suo termine naturale, fino al 2027. Cosa, quest'ultima, assicurata anche dal fatto che il disegno di legge per il nuovo meccanismo elettorale verrà presentato ufficialmente tra fine febbraio e l'inizio di marzo, oltre un anno prima delle politiche, come ha avvertito la Consulta: per i giudici della Corte Costituzionale, i partiti devono avere il tempo necessario per digerirla, non si possono cambiare le regole del gioco a ridosso delle urne.

 

 

 

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