Lo stop della Corte Suprema americana ai dazi imposti da Donald Trump all'import estero e la conseguente decisione del Presidente Usa di imporre temporaneamente una tariffa unica del 10% per i tutti i Paesi con cui si erano già siglati gli accordi ha colto tutti impreparati.
Uno scossone a cui l'Italia dovrà capire come reagire nell'immediato e come affrontare le conseguenze future per il nostro export in attesa di risposte ai numerosi interrogativi aperti dalla decisione dei giudici americani.
Al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali da Palazzo Chigi, lasciando al ministro degli Esteri, Antonio Tajani il compito di definire la linea del governo sulla questione.
Dall'opposizione, intanto, non si placa il fuoco di fila di dichiarazioni contro l'esecutivo accusato di non aver mai preso una posizione chiara contri i dazi trumpiani a discapito delle aziende italiane.
Ecco, allora, cosa sta succedendo in Italia e la strategia del governo.
In una nota a Farnesina ha comunicato che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si recherà lunedì a Bruxelles per partecipare al Consiglio Affari Esteri. Da Bruxelles, presiederà una nuova riunione della Task Force dazi con le imprese italiane per fare il punto sulla situazione dazi.
Al momento l'unica certezza è che a partire dal 24 febbraio 2026 i dazi scenderanno per l'Italia e per tutti gli Stati Ue dal 15% al 10%. Cosa questo comporti nello specifico resta ancora da definire.
Alla Task Force dazi parteciperanno circa 80 associazioni di categoria e 40 imprese. Tajani parteciperà anche ad una videoconferenza dei Paesi del G7 in cui i ministri del Commercio si confronteranno sul tema delle materie critiche, sulla preparazione della Ministeriale Omc di Yaoundé e su altre tematiche d’attualità del Commercio internazionale.
La posizione attendista del governo è nel mirino dell'opposizione che accusa l'opposizione di non difendere le aziende italiana e di non prendere le distanze dalle politiche protezionistiche del presidente americano.
Ha dichiarato Elly Schlein, parlando con i giornalisti a Firenze, a margine dell'iniziativa "L'Italia che riparte".
Plaude al coraggio dei giudici americani il leader del M5S, Giuseppe Conte, che attacca il governo italiano e quello europeo, incapaci – a suo dire – di affrontare in modo efficace la sfida sui dazi.
Una lezione per il governo Meloni per il leader di AVS, Nicola Fratoianni.
Per la senatrice di Italia Viva, Silvia Fregolent, il governo deve difendere le imprese italiane.
Si chiede, infine, scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva.
Nessun commento al momento dalla Lega e da Fratelli d'Italia. Per il governo hanno parlato solo i due ministri interessati.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani anche in virtù della delega al commercio estero e il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso.
Il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso ha chiarito che sui dazi la linea resta quella della “cautela e responsabilità” perché “per noi gli Usa sono il principale partner” commerciale “ma anche il più importante partner politico”.
In un'intervista a Il Giornale, il ministro Tajani dice: