La Corte Suprema degli USA ha bocciato le tariffe globali imposte da Trump. La decisione rappresenta un significativo stop all’uso dei poteri di emergenza per introdurre dazi senza una chiara autorizzazione del Congresso.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, il 20 febbraio 2026, che il presidente Donald Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente tariffe doganali ingenti in diversi paesi del mondo.
La decisione della più alta corte statunitense è stata adottata con una maggioranza di 6 giudici contro 3. I giudici Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch si sono schierati con il presidente della Corte, John Roberts, e con i tre giudici progressisti, formando la maggioranza nella decisione. Al contrario, i giudici Brett Kavanaugh, Clarence Thomas e Samuel Alito hanno votato contro esprimendo un’opinione dissenziente rispetto alla sentenza.
Si tratta di un importante punto d’arresto per l’agenda di Trump, tornato alla Casa Bianca per un secondo mandato nel gennaio 2025. Le tariffe hanno costituito una parte importante della sua agenda economica e di politica estera nell’ultimo anno.
La Corte non ha chiarito quale sarà il destino degli oltre 130 miliardi di dollari già incassati attraverso quelle imposte commerciali.
Nell’opinione della maggioranza, redatta dal presidente della Corte, si legge che "il presidente rivendica il potere straordinario di imporre unilateralmente dazi di importo, durata e portata illimitati."
Secondo la Corte, l’autorità di emergenza invocata da Trump per giustificare la sua decisione "è carente". Da sottolineare che la Corte ha bocciato solo un metodo per imporre tariffe: l’uso dell’International Emergency Economic Powers Act.
"Quando il Congresso concede il potere di imporre tariffe, lo fa in modo chiaro e con precisi vincoli", ha scritto Roberts.
La Corte ha affermato di esercitare il ruolo previsto dall’Articolo III della Costituzione degli Stati Uniti, che disciplina il potere giudiziario. Nell’esercizio di questo ruolo, ha ritenuto che l’IEEPA non conferisca al presidente l’autorità di imporre dazi. Trump potrebbe ancora utilizzare altre leggi per implementare i dazi.
Per alcuni osservatori si tratta della sconfitta più significativa subita dalla seconda amministrazione Trump davanti alla Corte Suprema, mentre i critici hanno accolto con favore la sentenza.
Nelle prime settimane del suo secondo mandato, Trump ha imposto dazi a Canada, Cina e Messico. Successivamente, ad aprile 2025, ha annunciato tariffe per la maggior parte dei paesi nel mondo. In seguito, l’amministrazione americana ha concesso più tempo ai singoli stati per negoziare prima dell’entrata in vigore delle misure.