Il giorno prima di essere fermato in Turchia, Andrea Lucidi, freelance che da anni lavora nei teatri di guerra, ha concesso un'intervista a Tag24 in cui ha tenuto a sottolineare che non è il megafono di Putin, come pure lo accusano di essere.
Nei giorni scorsi, infatti, la sua partecipazione a un'iniziativa di un liceo di Recalcati insieme a Vincenzo Lorusso di Donbass Italia ha fatto molto discutere. La vicepresidente dell'europarlamento Pina Picierno e una deputata di Azione hanno chiesto al ministro Valditara persino di mandare gli ispettori in quella scuola per verificare che non si fosse fatta propaganda per il regime russo.
Ma tant'è: Lucidi, a Tag24, ha rivendicato la correttezza e l'indipendenza del suo lavoro di reporter.
Ma cosa ha detto il 17 febbraio, il giorno prima che partisse alla volta della Turchia, Andrea Lucidi?
Alla domanda se si sente un megafono della propaganda di Mosca, ha risposto così:
Ma, secondo Lucidi, la situazione sul fronte ucraino come sta evolvendo?
Uno dei punti fondamentali nonché condivisi della questione, secondo Lucidi, è che gli ucraini non possono riconquistare i territori che hanno perduto. Questo, nonostante le armi dell'Occidente che ora, tra l'altro, vengono utilizzate in maniera molto più parsimoniosa da Kiev.
Ormai, sempre per Lucidi, questa è la guerra dei droni commerciali: del resto, uno da tre, quattrocento euro armato di un colpo mette fuori uso un cannone da artiglieria dal costo di centinaia di migliaia di euro.
Andrea Lucidi, nell'intervista data a Tag24 prima del suo arresto in Turchia, si era augurato anche che i negoziati di pace vadano avanti:
In ogni caso, per Lucidi, le rivendicazioni russe sono il frutto della dissoluzione dell'Unione Sovietica: i territori oggi contesi tra Russia e Ucraina, fino al 1991, facevano parte della stessa nazione. E ancora oggi parla di "guerra civile".
Ma nel Donbass e nelle altre regioni contese, le popolazioni si sentono più russe o ucraine?
A questa domanda, Andrea Lucidi ha risposto così: