20 Feb, 2026 - 12:07

La sfida di Meloni: “Referendum? Elezioni tra un anno se vogliono mandarmi a casa”

La sfida di Meloni: “Referendum? Elezioni tra un anno se vogliono mandarmi a casa”

“Se vogliono mandarmi a casa tra un anno ci sono saranno le elezioni”.

Giorgia Meloni non si lascia trascinare nella trappola del centrosinistra e rispedisce al mittente i tentativi di trasformare il referendum costituzionale sulla giustizia in un voto sul governo.

In un’intervista rilasciata a Sky Tg24 la presidente del Consiglio italiana ha chiarito che un’eventuale sconfitta del Sì non avrebbe ripercussioni sul governo e a rilanciato la palla nel campo avversario sfidandoli a ‘mandarla a casa’ alle elezioni politiche del 2027. 

Da giorni nel mirino delle opposizioni per gli attacchi social alla magistratura dopo le sentenze di Roma e Palermo sul tema dell’immigrazione, Giorgia Meloni è intervenuta anche sull’invito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad abbassare i toni dello scontro tra governo e magistratura. 

Ecco cosa ha detto la premier italiana nella lunga intervista di ieri sera. 

Referendum, Meloni: “Elezioni tra un anno se vogliono mandarmi a casa”

La consultazione sulla giustizia del 22 e 23 marzo non sarà un referendum sul governo e come tale non avrà ripercussioni sulla sua durata. Giorgia Meloni è intervenuta – questa volta in prima persona – per ribadire un concetto più volte espresso dalla sua maggioranza negli ultimi giorni: in caso di sconfitta del Sì, il governo non ‘va a casa’.

La presidente del Consiglio risponde con una sfida ai tentativi sempre più insistenti del centrosinistra di politicizzare il voto di marzo.  

virgolette
A me fa molto sorridere 'il governo se perde il referendum va a casa'…Se l'obiettivo non è la riforma, ma è mandare a casa Meloni.... Noi votiamo per le elezioni politiche fra un anno, quando gli italiani mi vogliono mandare a casa fra un anno hanno un'enorme occasione di mandarci a casa. 

Ha detto la presidente del Consiglio che poi ha aggiunto:

virgolette
A differenza di altri, non sono una che rimane abbarbicata al potere se gli italiani non vogliono che io continui a governare questa nazione. Quindi fra un anno gli italiani ci giudicheranno.”

Meloni ha poi ribadito l’obiettivo e l’importanza del voto di marzo:

virgolette
Un consiglio agli italiani: andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello a cui state votando. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c'entra niente,

ha chiarito Meloni.

Opposizioni all’attacco: “Attacca magistratura per coprire errori politici”

Le dichiarazioni della premier hanno suscitato la replica delle opposizioni soprattutto il riferimento ai tentativi di trascinare la campagna referendaria in una “sorta di lotta nel fango”.

Meloni ha evidenziato che la riforma punta a garantire una giustizia più giusta e indipendente.

virgolette
E’ una riforma di buon senso… anche il magistrato qualora dovesse sbagliare viene giudicato da un organismo terzo.

Parole a cui ha replicato la deputata M5S Vittoria Baldino:

virgolette
“Chi sta facendo la lotta nel fango? Se Meloni è così convinta della bontà della riforma della giustizia, perché ricorre a mistificazioni e a ricostruzioni false? Ad esempio sul caso del cittadino algerino risarcito, si continua a dire il falso: non doveva essere trasferito in Albania, ma rimpatriato in Algeria. La responsabilità è del governo, non dei giudici. Attaccare la magistratura per coprire errori politici è un’operazione elettorale spicciola e pericolosa.

Ha attaccato la deputata pentastellata.

Meloni: “Mattarella? Giusto passaggio su Csm estraneo dalle diatribe politiche". 

Rispondendo ad una domanda sull’invito del Capo dello Stato ad abbassare i toni dello scontro politico, Meloni ha sottolineato soprattutto il passaggio relativo alla Csm.

virgolette
Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore, ci eravamo visti la sera prima che andasse alla riunione del Csm nel tradizionale incontro dell’anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste e anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo il rispetto delle istituzioni e penso sia stato giusto il passaggio in cui il presidente dice anche che è un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica. 

Ha detto Meloni. 

Nel suo discorso del 18 febbraio alla seduta del Csm, il presidente Mattarella aveva sottolineato il "ruolo di rilievo costituzionale" del CSM e la necessità di "rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni".

Aveva esortato al "rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica", in un contesto di polemiche sul referendum sulla giustizia.

Ma anche ammesso che il CSM "non è esente da difetti, lacune ed errori", ma ha esteso le critiche possibili a tutte le istituzioni.

Nordio: “ Condividiamo richiamo Mattarella, abbassare toni polemiche e comincio io”

Sulle parole di Mattarella si è soffermato anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, protagonista nei giorni scorsi di un acceso botta e risposta con i magistrati Nicola Gratteri e Nino Di Matteo.

virgolette
“Il Referendum? Purtroppo negli ultimi tempi è stato politicizzato, i toni si sono alzati e adesso giustamente il presidente Mattarella ha esortato tutti noi -a cominciare dal sottoscritto- a tenere un'argomentazione che sia pacata e razionale, in linea con il quesito del referendum. Se siamo in tempo per farlo? Questo è il mio auspicio, e personalmente già userò un linguaggio estremamente moderato, tecnico, aderente al contenuto della riforma. Spero che anche gli altri facciano altrettanto, che non venga politicizzato, che non diventi un referendum 'Meloni sì Meloni no'”

 

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