Il mondo delle serie tv è in lutto: Eric Dane, volto amatissimo di "Grey's Anatomy" e presenza iconica anche in "Euphoria", è morto a 53 anni dopo una battaglia contro la SLA.
Per il grande pubblico era il dottor Mark Sloan, meglio conosciuto come McSteamy, il chirurgo plastico più affascinante del Grey Sloan Memorial Hospital.
La notizia della sua scomparsa, confermata dalla famiglia, ha immediatamente fatto il giro del mondo, lasciando sotto shock milioni di fan che negli anni avevano seguito la sua carriera tra tv e cinema e scatenando un’ondata di messaggi di affetto da parte di colleghi e spettatori.
Ma cosa sappiamo davvero degli ultimi mesi di vita dell’attore? E in che modo la malattia ha cambiato il suo percorso personale e professionale? Ecco tutto quello che c’è da sapere.
La famiglia dell’attore ha annunciato che Dane è morto giovedì 19 febbraio dopo una lunga battaglia contro la SLA, malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce il sistema nervoso e compromette progressivamente le funzioni motorie.
Dane aveva rivelato pubblicamente la diagnosi nel 2025, scegliendo di non nascondere il percorso difficile che stava affrontando. Una decisione coraggiosa che lo ha trasformato in un attivista per la sensibilizzazione e la ricerca.
In una dichiarazione ufficiale, i familiari hanno raccontato che l’attore ha trascorso i suoi ultimi giorni circondato dall’amore della moglie Rebecca Gayheart e delle figlie Billie e Georgia.
"Durante il suo percorso con la SLA, Eric è diventato un appassionato sostenitore della ricerca", si legge nella nota, sottolineando come abbia voluto usare la sua visibilità per aiutare altri pazienti.
Negli ultimi mesi, Dane aveva deciso di utilizzare la propria notorietà per parlare apertamente della malattia, partecipando a eventi e iniziative pubbliche a sostegno delle persone affette da SLA.
In particolare, aveva collaborato con organizzazioni impegnate nel finanziamento della ricerca scientifica e nel supporto alle famiglie dei pazienti, contribuendo a mantenere alta l’attenzione su una patologia ancora oggi senza cura definitiva.
Nato a San Francisco nel 1972, Dane ha scoperto la recitazione quasi per caso durante gli anni del liceo. Dopo il diploma si è trasferito a Los Angeles con pochi dollari in tasca, iniziando a costruire lentamente la sua carriera tra piccoli ruoli televisivi.
Le prime apparizioni in serie come "Saved by the Bell", "Roseanne" e "Streghe" gli hanno aperto la strada verso il successo. La vera svolta era arrivata nel 2006 con l’ingresso nel cast di "Grey’s Anatomy" nel ruolo di Mark Sloan.
Il personaggio, inizialmente pensato come secondario, aveva conquistato rapidamente il pubblico, diventando una presenza stabile nella serie creata da Shonda Rhimes. McSteamy era diventato uno dei protagonisti più amati dello show, simbolo di fascino e complessità emotiva.
Dane ha lasciato la serie nel 2012, quando il suo personaggio era stato ucciso in seguito alle conseguenze di un incidente aereo nella nona stagione. Negli anni successivi ha continuato a lavorare tra cinema e televisione, prendendo parte a film come "Marley & Me", "Valentine's Day" e "Burlesque".
Dal 2014 al 2018 aveva interpretato l’ammiraglio Tom Chandler nella serie "The Last Ship", mentre più recentemente aveva conquistato una nuova generazione di spettatori grazie al ruolo di Cal Jacobs in "Euphoria".
Dopo la diffusione della notizia, numerosi colleghi hanno voluto ricordarlo pubblicamente. I colleghi di "Grey’s Anatomy" sono stati tra i primi a esprimere il proprio cordoglio.
Patrick Dempsey ha raccontato di essere rimasto in contatto con lui anche dopo la diagnosi: "Gli ho parlato qualche settimana fa. Ci siamo scambiati dei messaggi", mentre Ellen Pompeo ha rivelato di avergli scritto immediatamente appena appresa la notizia della malattia.
"Non appena ho saputo della sua diagnosi, gli ho mandato un messaggio dicendogli: 'Sono qui se vuoi parlare'. E 30 secondi dopo il mio telefono ha squillato", ha ricordato Pompeo durante un evento dedicato alla ricerca sulla SLA. Il legame tra gli attori, costruito in anni di lavoro sul set, è rimasto forte fino alla fine.
Negli ultimi mesi, Dane aveva partecipato anche a iniziative promosse da associazioni come I AM ALS, sostenendo campagne legislative per finanziare nuovi trattamenti. Secondo chi lo ha conosciuto, era determinato a trasformare la sua esperienza personale in uno strumento per fare la differenza.
La sua morte arriva a vent’anni dalla prima apparizione in "Grey’s Anatomy", anniversario che rende ancora più simbolico il momento della scomparsa. Dane lascia le figlie Billie e Georgia, avute dalla moglie Rebecca Gayheart, che nel marzo 2025 aveva chiesto di annullare la procedura di divorzio avviata anni prima.