“Il sospetto” è la nuova serie thriller Sky Original, composta da quattro puntate, girata nella splendida e affascinante cornice di Viareggio, in Toscana.
Prodotta da Sky Studios, Paco Cinematografica e Zucco Film, la serie con protagonista Claudia Pandolfi porta la firma di Mauro Mancini alla regia, con la supervisione artistica di Francesca Manieri.
La data di uscita ancora non è stata annunciata ufficialmente, ma arriverà sul piccolo schermo entro la fine del 2026. Scopriamo insieme tutti i dettagli.
“Il sospetto”, la nuova serie thriller con Claudia Pandolfi è composta da un totale di quattro puntate. Sarà presto disponibile su Sky Atlantic e in streaming su NOW, per chi preferisce il binge watching o vuole recuperare gli episodi comodamente on demand.
Si tratta di una storia che intreccia femminicidio, segreti familiari e l’atmosfera unica del Carnevale di Viareggio. Un progetto dal taglio fortemente contemporaneo, che usa il genere crime per parlare di violenza di genere e di come un’intera comunità resti segnata da un atroce delitto.
Un titolo perfetto per chi cerca una serie breve, intensa, ricca di suspense e allo stesso tempo radicata nel presente, con un forte punto di vista femminile.
La serie tv “Il sospetto” è ambientata e girata quasi interamente a Viareggio, trasformando la città in una vera e propria protagonista della narrazione.
Questo thriller a puntate prende vita nel pieno del Carnevale di Viareggio, sfruttando le immagini dei celebri carri allegorici, delle inconfondibili maschere e dei lunghi viali sul mare.
Le riprese, organizzate in collaborazione con il Comune di Viareggio e la Toscana Film Commission, sono andate avanti per circa nove settimane, da aprile a giugno dello scorso anno, portando il set nel cuore vivo della città.
Oltre alle zone più iconiche legate al Carnevale, la serie promette di mostrare anche scorci più intimi e quotidiani, dai quartieri residenziali ai capanni e agli spazi periferici dove si consumano gli oscuri segreti dei personaggi.
Il contrasto tra l’esplosione di colori e festa del Carnevale e l’ombra cupa di un femminicidio diventa parte integrante della tensione narrativa e promette di tenere gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultima scena.
Le sfilate, i festeggiamenti e la folla creano un clima di apparente normalità, dietro cui si nasconde una verità scomoda. Per la città toscana, la serie rappresenta anche un’operazione di immagine: Viareggio si conferma una delle location italiane più appetibili per le produzioni audiovisive di alto profilo, capace di offrire ambientazioni spettacolari e al tempo stesso profondamente legate alla realtà del territorio.
La trama di “Il sospetto” è ambientata a Viareggio, durante le festività legate al leggendario Carnevale. L’intera città è ancora sconvolta per via dell’assassinio di Giada Castucci, un femminicidio che ha scosso l’opinione pubblica.
Il presunto colpevole sta per essere arrestato. Proprio quando la comunità si illude di poter voltare pagina, qualcosa riapre una ferita che sembrava ormai chiusa da tempo.
La protagonista è Maria, una ragazza di diciassette anni, introversa e con problemi di udito, che si sente spesso fuori posto rispetto alle sue coetanee e al mondo rumoroso che la circonda.
Un dettaglio imprevisto cambierà per sempre il suo sguardo sulla realtà: in un capanno degli attrezzi, Maria trova un oggetto appartenuto a Giada, la vittima del femminicidio.
Da quel momento nasce il dubbio che dà il titolo alla serie: e se il vero colpevole fosse molto più vicino a lei di quanto immaginasse? Il sospetto si concentra in particolare sulla figura del padre di Maria, un uomo che è sempre stato il suo punto di riferimento, ma che improvvisamente inizia a mostrare nervosismo, scatti d’ira e comportamenti ambigui.
Mentre la madre cerca di proteggere la famiglia da nuove ombre, Maria, schiacciata tra silenzi e mezze verità, è costretta a interrogarsi su quanto si possano conoscere davvero le persone care.
La serie affronta il tema del femminicidio non solo come fatto di cronaca nera, ma come un trauma collettivo capace di travolgere un’intera città e che segna profondamente la crescita di una giovane donna.
Il punto di vista di Maria permette di raccontare lo shock, il senso di colpa, la paura e la solitudine che spesso circondano questi casi, mettendo al centro il percorso emotivo di chi rimane.