Si chiamava Tonino Pireddu l'uomo che nella serata di mercoledì 18 febbraio è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco davanti alla sua abitazione in Corso Italia, a Orani, nel Nuorese. Secondo le prime ricostruzioni, il killer avrebbe atteso che rientrasse, esplodendo i proiettili mentre, dall'auto, il 38enne si accingeva a raggiungere l'ingresso. La compagna era entrata in casa pochi istanti prima.
L'agguato è avvenuto nella parte alta del centro storico di Orani, in una zona che era stata temporaneamente chiusa al traffico per i preparativi della festa del Carnevale.
Stando a quanto riportato da La Nuova Sardegna, Pireddu, che era appena rientrato a casa con la compagna, sarebbe stato colpito dopo essere uscito a recuperare alcune cose dall'auto.
È probabile che il killer lo stesse aspettando, nascosto nel buio: appena ha potuto, ha esploso i proiettili, raggiungendo l'uomo alla schiena, senza lasciargli scampo.
Sul posto, dopo le segnalazioni, sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Nuoro e le squadre speciali per i rilievi scientifici. Al loro arrivo, il killer era già fuggito.
Bisognerà ora ricostruire l'esatta dinamica dell'agguato. Mentre qualcuno ricorda che, in passato, Pireddu era stato già vittima di alcuni attentati incendiari.
Lo scorso dicembre, ad esempio, le sue auto erano state date alle fiamme. Episodio che aveva scosso la comunità, che si chiede adesso se i due eventi non possano essere collegati.
In zona il 38enne era conosciuto perché, insieme alla famiglia, aveva gestito anni fa un appalto nella nettezza urbana comunale. Ultimamente lavorava nella ditta Siat Installazioni.
La notizia dell'accaduto ha sconvolto Orani. Il sindaco, Marco Ziranu, ha dichiarato:
In segno di lutto, sono state rinviate a data da destinarsi tutte le iniziative in programma per questo fine settimana. "Ci stringiamo in un abbraccio sincero alla famiglia, profondamente addolorati e sgomenti", si legge sulla pagina Facebook dell'Amministrazione comunale.