18 Feb, 2026 - 16:39

Bonelli alla Camera denuncia le minacce di morte ricevute: “Ci sentiamo bersagli”

Bonelli alla Camera denuncia le minacce di morte ricevute: “Ci sentiamo bersagli”

Angelo Bonelli, leader e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, ha denunciato in Parlamento di aver ricevuto, insieme a Nicola Fratoianni, gravissime minacce di morte e di violenza, tutte denunciate alla polizia.

In aula, al termine della commemorazione per l’uccisione di Quentin Deranque, 23enne francese militante dell’estrema destra, Bonelli ha mostrato diverse lettere minatorie ricevute. In una di queste, le minacce di morte non solo erano esplicite – “ti tagliamo la testa” – ma erano accompagnate da una foto della moglie e della figlia di Bonelli, oltre che dall’indirizzo della sua abitazione.

In un’altra, collegata agli scontri di Torino, si leggeva: “Prenderemo a martellate i vostri figli” e “Vi spareremo in testa e vi faremo spappolare il cervello”. Addirittura, come ha raccontato il leader di Avs, le minacce sarebbero arrivate anche alla sorella dell’onorevole: “Quel lurido maiale di tuo fratello lo appenderemo a piazza Maggiore a testa in giù e gli staccheremo quella testa di merda”.

Bonelli mostra minacce ricevute in Parlamento

Bonelli ha riferito di queste gravi minacce al termine del suo intervento alla Camera, durante il quale, a nome di Alleanza Verdi Sinistra, si è associato alla richiesta di informativa urgente presentata dall’onorevole Fabio Rampelli (FdI) e rivolta al ministro Piantedosi, per conoscere quali misure il Viminale intenda adottare per ridurre l’escalation della tensione politica.

Sottolineando l’importanza che “il confronto politico, specialmente nelle piazze”, torni alla normalità e si svolga in modo democratico, Bonelli ha espresso preoccupazione per il comportamento di “alcune figure istituzionali rilevanti” che, secondo il deputato, anziché promuovere la distensione, “contribuiscono ad aumentare la tensione”.

Il richiamo alla responsabilità

“Non siamo giovani. Veniamo da una stagione in cui sappiamo cosa ha rappresentato lo scontro e la violenza politica”, ha spiegato Bonelli, stigmatizzando “l’uso improprio” del tema del ritorno delle Brigate Rosse, fatto nelle scorse settimane dai ministri Nordio e Crosetto.

“Abbiamo sentito autorevoli esponenti fare affermazioni di questo genere. Abbiamo letto che sono di sinistra quelli che giustificano l’assalto ai giornalisti, sono di sinistra quelli che minacciano gli avversari”, ha poi continuato il leader di Avs, richiamando la maggioranza di centrodestra alle proprie responsabilità.

L’attacco alla Lega per il post su Quentin Deranque

lI riferimento, in particolare, è alle parole che, ad esempio, il ministro Piantedosi ha rivolto proprio ad Alleanza Verdi Sinistra in occasione degli scontri e delle violenze avvenute a Torino durante il corteo di Askatasuna.

“Sentire il ministro definirci ‘complici’, trasformandoci così in bersagli, non è il modo di procedere”, ha ricordato Bonelli, sottolineando anche la gravità di un post apparso sul profilo della Lega, in cui il simbolo di AVS era inserito in una grafica che collegava il partito ai sospettati per l’omicidio di Quentin Deranque.

“Ci avete additato come responsabili”, ha tuonato poi Bonelli, “ma noi non riceviamo pluricondannati al Ministero delle Infrastrutture”, riservando una frecciata a Salvini e al suo incontro con Tommy Robinson.

L’appello di Bonelli alla non violenza

“In questo momento noi ci sentiamo bersagli”, ha quindi dichiarato Bonelli, prima di elencare e mostrare le minacce ricevute nelle ultime settimane e di lanciare un accorato appello ai giovani, affinché non cadano nel tranello della violenza.

“Faccio un appello alla non violenza, e lo faccio ai giovani. La non violenza è uno strumento rivoluzionario: disarma le menti violente, disarma le mani dei violenti. Non cadete nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente”, ha esortato in conclusione Bonelli.

“La non violenza è uno strumento che disarma chi ha una strategia per criminalizzare il dissenso e la democrazia nel nostro Paese”, ha poi aggiunto, con un evidente riferimento alle nuove norme sulla sicurezza varate a seguito degli scontri di Torino.

 

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