Brendan Fraser ha messo da parte da tempo i film avventurosi. Per l'attore premio Oscar di “The Whale” continua l'era delle interpretazioni più profonde. La prossima la vedremo nel film “Rental Family - Nelle vite degli altri”, una nuova dramedy ambientata a Tokyo, che esplora il mercato delle “famiglie in affitto” e il bisogno universale di connessione umana.
Diretto da Hikari e prodotto da Searchlight Pictures, il film è già stato accolto molto positivamente dalla critica internazionale per il modo in cui ci presenta ironia, malinconia e una riflessione sul ruolo che interpretiamo nelle vite degli altri.
Il film arriva in Italia al cinema dal 19 febbraio. “Rental Family” ha avuto la sua prima mondiale al Toronto International Film Festival 2025, dove è stato presentato come una delle punte di diamante della line-up.

In Nord America il film è uscito nelle sale il 21 novembre 2025, posizionandosi nel periodo pre-Thanksgiving come controtendenza rispetto ai blockbuster tradizionali.
Al centro della storia c’è Phillip, un attore americano in declino che vive a Tokyo e che, dopo un lontano successo in uno spot di dentifricio, sopravvive tra provini che puntualmente falliscono e piccoli ruoli che però non hanno futuro. Disperato e a corto di soldi, accetta un lavoro presso “Rental Family”, un’agenzia che affitta attori per impersonare padri, mariti, amici o parenti su richiesta di clienti soli, in difficoltà o intrappolati nelle convenzioni sociali. Inizialmente imbarazzato e scettico all’idea di essere il “token white guy”, si trova poi coinvolto in incarichi sempre più delicati, come fingersi il padre di una ragazzina che non ha mai conosciuto il genitore biologico o accompagnare un’anziana star del cinema ormai dimenticata.
Ecco il trailer del film:
Con il passare del tempo, i ruoli che interpreta cominciano a confondersi con la sua identità reale e i rapporti nati da queste messinscene si trasformano in legami autentici. Inizia quindi a interrogarsi sui confini tra recitazione e verità emotiva. Nel film c'è un'ottima alternanza di momenti leggeri e surreali e svolte sicuramente più dolorose.
I temi ci fanno riflettere su come il bisogno di una famiglia (scelta, comprata o costruita) possa riempire i vuoti di una società iper-connessa ma profondamente sola. Lo sfondo è una Tokyo contemporanea e alienante, perfetta per questo racconto sul sentirsi visti, sull’empatia e sul prezzo da pagare quando si decide di entrare, anche solo per finta, nelle vite degli altri, appunto.