Per tutti i curiosi che si stessero chiedendo se “Gli occhi degli altri”, il nuovo film di Andrea De Sica, è una storia vera, la risposta è sì. La pellicola con Jasmine Trinca e Filippo Timi si ispira a un caso di cronaca nera che ha sconvolto l’Italia negli anni Settanta.
Il film riaccende i riflettori sul celebre delitto Casati Stampa. Ma quanto c'è di vero in questa storia che mescola amore ossessivo, gelosia mortale e segreti inconfessabili? Scopriamo insieme tutti i dettagli e i retroscena.
Sì, “Gli occhi degli altri” è ispirato a una storia vera. Dietro il film di Andrea De Sica si cela una vicenda realmente accaduta, un omicidio finito su tutte le prime pagine italiane di cronaca nera negli anni Settanta.
Stiamo parlando del delitto Casati Stampa, uno dei più discussi scandali italiani dell’alta società. Il film di Andrea De Sica non è un semplice documentario, ma una rielaborazione artistica che ha messo a fuoco l'essenza voyeuristica e ossessiva del caso originale, trasponendolo in un contesto moderno e adattato per il grande schermo.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, il lungometraggio ha suscitato la curiosità del pubblico e degli addetti ai lavori per la sua precisa fedeltà ai fatti storici, arricchita da elementi drammatici che ne massimizzano il pathos: il marchese che spia la moglie con i suoi amanti, le foto compromettenti, gli scandali e la gelosia fatale.
De Sica usa il caso come metafora di un eros borghese represso, dove il piacere deriva dall'essere "gli occhi degli altri". Il film ha rilanciato l'interesse dei media e del pubblico sul delitto.
Pavia, estate del 1970. Il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, rampollo di una delle famiglie nobili più illustri dello Stivale, viveva nel lusso decadente di Villa Belriguardo a Pavia.
Sposato con l’affascinante e sensuale Anna Mariani, ex modella di origini umili, il nobiluomo aveva annullato il precedente matrimonio tramite la Sacra Rota per convolare a nozze con lei.
Ma il loro legame nascondeva un patto perverso: lui organizzava gli incontri sessuali della moglie con giovani amanti, spiando i loro focosi amplessi da armadi segreti e scattando Polaroid (oltre 300 foto furono sequestrate dopo la morte del marchese) che ritraevano momenti espliciti.
La situazione venne stravolta quando Massimo Minorenti, 25enne romano, militante del MSI e studente “fantasma” di Scienze Politiche rubò il cuore di Anna. La moglie del marchese si innamorò del giovane, non considerandolo più un semplice amante alla stregua degli altri.
Il marchese Casati Stampa, tormentato da deliri strazianti, alternava la gioia del suo voyeurismo a crisi depressive profonde. Il 30 agosto 1970, dopo una notte di feroci litigi al telefono, Camillo mandò a chiamare la moglie e il giovane Massimo nella villa.
Con un fucile da caccia, sparò tre colpi ad Anna e due all’amante, per poi puntare l'arma contro sé stesso. Si suicidò. Le indagini delle autorità portarono a galla, oltre alla verità sul caso, album pieni di foto di orge, diari segreti e festini in cui erano coinvolti personaggi molto conosciuti in Italia.
Il delitto Casati Stampa catturò l’attenzione dei media per mesi, con titoli di giornali sensazionalistici che descrissero nel dettaglio l’intera vicenda.
La narrazione del film è ambientata a Pavia e segue quattro anni diversi: il 1960, 1963, 1967 e 1969. La trama di “Gli occhi degli altri” racconta l'evoluzione di un amore tossico, pieno di misteri affascinanti e di oscuri segreti, fino al suo straziante e drammatico epilogo.
Jasmine Trinca interpreta Anna, donna che ha sempre assecondato i desideri più disparati del marito, intrappolata in una dipendenza emotiva in cui scambia la devozione per amore.
Accanto a lei nel cast spicca Filippo Timi nei panni del marchese Camillo, uomo aristocratico, fragile e voyeur ossessionato, con una maschera impenetrabile.
Completano il team: Matteo Olivetti, Anna Ferzetti, Rita Abela, Roberto De Francesco, Carmen Pommella, Alberto Paradossi, Gennaro Apicella, Giuseppe Sanfelice e Vincenzo Crea.