La Cassazione ha annullato l’ergastolo inflitto a Davide Fontana, 47enne ex bancario, condannato per l'omicidio della 26enne Carol Maltesi. La ragazza era stata uccisa e fatta a pezzi: i resti del corpo vennero abbandonati in un dirupo.
La decisione, depositata il 10 febbraio 2026, è stata anticipata da La Prealpina: ci sarà quindi un terzo processo d’appello a Milano.
In primo grado, a giugno 2023, la Corte d’Assise di Busto Arsizio (Varese) aveva condannato l'imputato a 30 anni per omicidio, soppressione e occultamento di cadavere, riconoscendo l’aggravante della crudeltà.
Nel processo d'appello a Milano era stata accolta anche l'aggravante della premeditazione, portando quindi all'ergastolo la pena per Davide Fontana.
Già allora la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla premeditazione. Nell’appello bis di maggio 2025, i giudici l'hanno nuovamente riconosciuta.
La Suprema Corte è intervenuta di nuovo, dopo il ricorso del difensore Stefano Paloschi, chiedendo ancora di sciogliere il nodo del riconoscimento o meno di questa aggravante, che fa la differenza tra 30 anni di reclusione e il carcere a vita per l'uomo.
L’11 gennaio 2022, a Rescaldina, in provincia di Milano, Fontana uccise Carol Maltesi, madre di un bambino, durante la ripresa di un video hard per OnlyFans.
Carol fu legata a un palo della lap dance, colpita alla testa con un martello 13 volte e poi finita con una coltellata alla gola.
Dopo il delitto, l’uomo fece a pezzi il corpo, lo conservò nel congelatore per settimane e, non riuscendo a bruciarlo, decise di abbandonarlo in quattro sacchi di plastica da un dirupo a Paline di Borno (Brescia).
Secondo quanto emerso, Davide Fontana, l'insospettabile vicino di casa, con cui Carol Maltesi aveva avuto una breve relazione, non avrebbe accettato l'imminente trasferimento della 26enne a Verona. Infatti era ancora ossessionato da lei.
Carol voleva riavvicinarsi al figlioletto di 6 anni, con l'intenzione di cambiare vita. Non ha mai potuto farlo.