Non è uno scherzo, anche se oggi è Carnevale: Travaglio mette sulla graticola Nordio, e fin qui nulla di nuovo. Ma lo fa ancora una volta alludendo alla passione del ministro per gli alcolici.
Il referendum sulla Giustizia, del resto, sta dando adito a questo e altro. I colpi bassi, ormai, sono all'ordine del giorno.
E, per assestare il suo, il direttore del Fatto Quotidiano ha preso spunto dalla dichiarazione del Guardasigilli che, per difendere la sua riforma, ha promesso di citare tutti i magistrati che in passato si sono scagliati contro le correnti del Csm ma che ora, sebbene la sua norma si proponga di cancellarle, si battono per il No.
Sta di fatto che Travaglio attacca Nordio a modo suo: sostiene che il ministro ha citato a sproposito Di Matteo, che il pm antimafia non si è mai scagliato contro le correnti dei magistrati come fatto intendere dal ministro.
Secondo Travaglio, l'ha fatto a sproposito:
Ora: c'è da dire che i padri costituzionali vollero un Csm composto anche da personalità scelte dal parlamento perché nella loro visione il mondo della giustizia non doveva essere un corpo a sé stante, uno Stato nello Stato, ma doveva essere aperto e doveva interagire anche con gli altri organi e poteri costituzionali.
Ma tant'è: Travaglio dice che Nordio fa bene a ripetere le frasi di Di Matteo perché quest'ultimo è sempre meglio di Licio Gelli. E nonostante questo:
Travaglio, poi, per dimostrare che Nordio fa bene a citare pm come Di Matteo, sottolinea il fatto che, del resto, il ministro non potrebbe citare se stesso. Il direttore del Fatto ricorda, infatti, la posizione che il Guardasigilli assunse qualcosa come più di trent'anni fa:
Nel 2026, naturalmente, le cose sono completamente cambiate. Secondo Travaglio, però, per Nordio, in peggio. Per questo fa bene a ripetere le parole di Di Matteo: