La piccola Beatrice, morta lo scorso 9 febbraio 2026, aveva lesioni su tutto il corpo. È questo il quadro emerso dall'autopsia, durata due ore e mezza, ed eseguita lunedì 16 febbraio dal direttore dell'istituto di medicina legale Francesco Ventura.
Per la sua morte sono indagati la madre, Manuela A., 43 anni, e il compagno della donna, Emanuel I., 42: entrambi sono accusati di omicidio preterintenzionale in concorso. Entrambi si proclamano innocenti.
Ad assistere all'esame autoptico sul corpo della piccola Beatrice anche i periti di parte: Andrea Peirano per il compagno della madre, assistito dall'avvocato Cristian Urbini, e Enzo Profumo per il padre della bambina, attuamente in carcere, assistito dall'avvocato Mario Ventimiglia. Per la madre erano presenti gli avvocati Laura Corbetta e Martina Di Giovanni, mentre non ha presenziato il perito della difesa Maria Chiara Lavorato.
Secondo quanto emerso, la bimba aveva un trauma cranico e diverse lesioni su gambe, dorso e addome. Al momento vige il massimo riserbo sull'esito dell'esame: Ventura si è dato 90 giorni per il deposito della relazione.
Saranno necessari gli esami istologici per stabilire l'orario e le cause che hanno portato al decesso della bambina, che aveva appena due anni, terza figlia di Manuela A.
Secondo gli inquirenti, la piccola sarebbe stata maltrattata. La madre ha invece dichiarato che Beatrice era caduta dalle scale la sera prima del decesso, ma che "stava bene". Una versione che non ha convinto chi indaga: la donna si sarebbe anche contraddetta.
Sempre nella giornata di lunedì 16 febbraio, i Ris hanno effettuato un sopralluogo nell'abitazione del compagno della donna, a Perinaldo, terminato intorno alle 21. Nuovi accertamenti sono in corso dalle 9:30 di questa mattina.
I militari stanno cercando tracce della presenza della piccola Beatrice per stabilire se, come ipotizzato dal consulente della procura Andrea Leoncini, sia morta in questa casa e non a Bordighera, dove viveva con la madre e le sorelle.
La tesi degli investigatori è che la bimba sia deceduta tra mezzanotte e le due di domenica, non la mattina di lunedì come dichiarato dalla madre stessa.
La donna avrebbe trasportato la figlia già morta dalla casa del compagno a Perinaldo, dove aveva passato la notte, fino alla propria abitazione, da dove avrebbe chiamato i soccorsi.
Intanto le altre due figlie di Manuela A., di 9 e 10 anni, non sono state affidate ai nonni, sentiti dagli inquirenti nei giorni scorsi. Il padre naturale, da cui la madre si era separata, è in carcere da qualche mese.
Le due bambine si trovano in una struttura protetta.