In un'intervista concessa a Libero, sul fronte del referendum sulla Giustizia, scende in campo anche lui: Luca Palamara, l'ex magistrato che, con il libro scritto con Alessandro Sallusti "Il sistema", è stato tra i primi a squarciare il velo di ipocrisia sulle logiche di potere che sottendono il mondo della magistratura.
Tra le altre cose, a Fabio Rubini, Palamara ha detto la sua anche sul caso che sta caratterizzando questa fase della campagna referendaria: quello inerente le parole del Procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri che, nei giorni scorsi, ha detto che voteranno No le persone perbene e Sì le persone "permale".
Il clima attorno al referendum si fa sempre più rovente. La scorsa settimana, prima ancora delle parole di Nordio sul Csm, hanno fatto discutere quelle di Nicola Gratteri che ha diviso il mondo in buoni e cattivi con i primi che voteranno contro la riforma che sarà giudicata dagli italiani con il referendum del 22 e del 23 marzo prossimi.
Libero ha chiesto a Luca Palamara se è giusto che un Procuratore della Repubblica si schieri così apertamente su un referendum. E la sua risposta è stata questa:
Con queste parole, Palamara sembra proprio che abbia voluto far partire una stoccata nei confronti di Gratteri allungando l'ombra di un conflitto di interessi o quantomeno di una imparzialità che non può essere garantita se una toga considera in maniera così negativa chi ha solo un'idea contraria alla sua sulla riforma Nordio.
In altre parole: chi si è schierato per il Sì al referendum e contemporaneamente è incappato in qualche indagine del Procuratore può rimanere lo stesso tranquillo?
La lezione che ricorda Palamara è questa:
Un magistrato, del resto, ha il dovere, secondo il codice deontologico, di seguire i canoni di "imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo ed equilibrio". Gratteri l'ha fatto? Lo fa?
Sta di fatto che nelle ultime ore ha tenuto banco anche la dichiarazione del ministro Nordio secondo la quale quello che ad oggi governa con il gioco delle correnti politicizzate il Csm è un "sistema para-mafioso".
E anche in questo caso il giudizio di Palamara non può che essere negativo:
Palamara, tuttavia, tende a giustificare Nordio: