Il post-partita di Juventus a San Siro ha lasciato dietro di sé più di una semplice discussione sportiva: il confronto acceso tra dirigenti e arbitro ha messo la società bianconera al centro di un possibile scandalo disciplinare. Tra primo e secondo tempo, nel tunnel dello stadio, Damien Comolli e Giorgio Chiellini hanno manifestato il loro dissenso verso le decisioni di Gianluca La Penna, rischiando ora provvedimenti importanti dal Giudice Sportivo.
Le immagini circolate sui social mostrano toni accesi e gesti vicini all’intimidazione, soprattutto da parte di Comolli, e alimentano interrogativi su cosa preveda il regolamento della FIGC per comportamenti di questo tipo.
L’amministratore bianconero è stato il più visibile protagonista della protesta: avvicinandosi in modo minaccioso all’arbitro e pronunciando frasi in francese, Comolli ha attirato l’attenzione degli osservatori e dei media.
Secondo le norme della FIGC, condotte ingiuriose o intimidatorie nei confronti degli ufficiali di gara possono comportare sanzioni severe: l’articolo 35 del Codice di Giustizia Sportiva prevede inibizioni a partire da due mesi, che possono aumentare fino a quattro se la condotta è particolarmente grave o se c’è contatto fisico.
Il rischio per Comolli non si limita a un’ammenda economica: una sospensione prolungata potrebbe impedirgli di partecipare a partite, di rappresentare la Juventus negli incontri federali e persino di avere un ruolo operativo nell’organigramma della società per tutta la durata della squalifica.
Anche Giorgio Chiellini, pur mantenendo una distanza maggiore dall’arbitro, ha alzato la voce con insistenza, manifestando il proprio disappunto. Le immagini mostrano l’ex capitano urlare ripetutamente nel tunnel, segnale di una frustrazione evidente, ma senza gesti fisici o minacciosi diretti.
Questo potrebbe ridurre significativamente le conseguenze disciplinari: il regolamento distingue chiaramente tra condotta irriguardosa verbale e contatto fisico o minacce. Nel caso di Chiellini, la sanzione potrebbe limitarsi a una diffida o a un’ammonizione formale, evitando i due mesi di inibizione previsti per comportamenti più aggressivi.
Ogni contestazione nei confronti di un arbitro viene formalmente riportata nel referto della partita. Se quanto accaduto nel tunnel tra primo e secondo tempo è stato segnalato da La Penna, il Giudice Sportivo della Serie A sarà chiamato a valutare le immagini, i video e le testimonianze per determinare le sanzioni appropriate.
La procedura è standard: il referto costituisce la base per l’apertura del procedimento, e l’articolo 9 del Codice di Giustizia Sportiva prevede un ventaglio di misure che vanno dall’ammonizione fino alla squalifica a tempo determinato o al divieto di accesso agli impianti sportivi.
Mentre Comolli e Chiellini rischiano provvedimenti, Luciano Spalletti sembra salvo. L’allenatore era presente nel tunnel e ha contestato alcune decisioni arbitrali, ma senza espressioni ingiuriose né comportamenti aggressivi.
La sua posizione, quindi, non dovrebbe comportare sanzioni, ma resta sotto osservazione: la gestione delle proteste in prima persona da parte di figure di alto profilo resta un tema delicato, soprattutto in contesti dove la tensione può influenzare arbitraggio e percezione pubblica.
Il caso Comolli-Chiellini sottolinea come episodi fuori dal campo possano avere effetti profondi sull’immagine e sull’operatività della società. Oltre al rischio di squalifiche, la Juventus deve affrontare le conseguenze mediatiche e il possibile malumore interno, considerando che anche la gestione degli spogliatoi e dei rapporti con gli arbitri può diventare un elemento di instabilità.
Per i bianconeri, la lezione è chiara: anche dirigenti e ex giocatori simbolo devono rispettare limiti precisi di condotta per evitare che proteste e tensioni si trasformino in problemi disciplinari concreti.