15 Feb, 2026 - 13:00

"Cime Tempestose": Emerald Fennell spiega l'inquietante inizio del film

"Cime Tempestose": Emerald Fennell spiega l'inquietante inizio del film

Ha diviso il pubblico, ha dominato il box office e ha fatto discutere come pochi adattamenti recenti.

La nuova versione di "Cime Tempestose" firmata da Emerald Fennell ha scosso gli spettatori fin dai primissimi minuti, aprendo con una scena che ha lasciato la sala senza fiato.

Non è stato un semplice effetto shock: la regista premio Oscar ha spiegato che quell’inizio inquietante ha avuto un significato profondo e coerente con la sua visione gotica, cupa e provocatoria del romanzo di Emily Brontë.

Il film ha esordito con un’impiccagione pubblica e con la reazione ambigua della giovane Catherine Earnshaw davanti a una folla che ha trasformato la morte in spettacolo.

Un’immagine disturbante, che ha ribaltato l’idea romantica e "pastello" dei drammi in costume. Fennell ha raccontato di avere voluto dichiarare fin da subito le regole del gioco: amore, sì, ma anche pericolo, desiderio e oscurità.

Un’impiccagione ha aperto "Cime Tempestose"

L’inizio di "Cime Tempestose" ha mostrato una giovane Catherine osservare un uomo penzolare dal cappio durante un’esecuzione pubblica.

La folla ha reagito con risate e commenti davanti a una reazione fisica involontaria del condannato, storicamente documentata nelle impiccagioni dell’epoca. Anche Cathy si è lasciata andare a una risatina, in una scena che ha trasformato la piazza in un baccanale fatto di vino, balli e baci attorno al cadavere.

Fennell ha spiegato che nei primi momenti di un film è stato necessario impostare il tono e dichiarare l’intenzione narrativa, così da dare un taglio ben definito alla sua pellicola. Queste le sue parole:

virgolette
Questa è una storia d’amore profondamente sentita. Ma volevo anche che il pubblico capisse che sarebbe stata sorprendente, oscuramente divertente e forse più strana di quanto si aspettasse. Era importante riconoscere fin dall’inizio che l’eccitazione e il pericolo sono più o meno la stessa cosa: questo è il gotico

In questo modo la regista ha sottolineato che nel gotico eccitazione e pericolo hanno coinciso, ritenendo fondamentale mostrare fin dall’inizio una Cathy apparentemente spaventata, ma in realtà elettrizzata.

La scelta ha ribadito che il mondo ottocentesco non è stato affatto profumato e incantevole.

Fennell ha ricordato che la vita era pericolosa e brutale, e che le esecuzioni pubbliche in Inghilterra erano considerate una forma di intrattenimento collettivo. L’apertura ha quindi funzionato come manifesto estetico e tematico del film.

Margot Robbie e Jacob Elordi divisivi

Nel nuovo adattamento, la Cathy adulta è stata interpretata da Margot Robbie, mentre Heathcliff ha avuto il volto di Jacob Elordi. Il casting ha acceso polemiche tra i fan del romanzo, che hanno criticato alcune scelte e le libertà narrative adottate rispetto al testo originale del 1847.

Fennell ha difeso le sue modifiche, spiegando di avere cercato di realizzare un film che le avesse fatto provare le stesse emozioni suscitate dal libro, anche se il risultato non è stato una trasposizione letterale.

Ha scelto di concentrarsi soprattutto sulla storia d’amore centrale, mettendo in secondo piano temi come trauma familiare, vendetta e dolore generazionale.

Le critiche non hanno frenato il successo commerciale. Il film ha dominato il weekend di apertura e ha raggiunto l’85% su Rotten Tomatoes, eguagliando il punteggio più alto mai ottenuto da un adattamento del romanzo, pari a quello del classico del 1939.

Il dibattito acceso ha finito per amplificare la curiosità del pubblico.

Dal gotico classico a una visione moderna

L’adattamento ha evocato paragoni con "Nosferatu" per l’approccio moderno al materiale gotico, anche in relazione alla rilettura contemporanea firmata da Robert Eggers.

Fennell ha impresso la sua sensibilità oscura e il suo umorismo contorto, già evidente in "Saltburn", thriller psicosessuale interpretato anch’esso da Elordi. La famigerata scena della vasca da bagno di "Saltburn" aveva già dimostrato che la regista non teme di scioccare il pubblico.

In "Cime Tempestose" ha portato quella stessa energia disturbante dentro un classico della letteratura inglese, mescolando eros e morte, romanticismo e provocazione. Anche il finale è stato modificato rispetto al romanzo.

La chiusura aperta ha lasciato spazio a speculazioni su un possibile seguito che avrebbe potuto esplorare materiale non incluso nel film. Il libro, pubblicato nel 1847 con lo pseudonimo Ellis Bell, ha raccontato conflitti di classe, razza e genere nelle brughiere dello Yorkshire degli anni Quaranta dell’Ottocento.

Fennell ha riletto quei temi attraverso una lente contemporanea, privilegiando la forza primitiva della passione tra Cathy e Heathcliff. La sua dichiarazione d’intenti è stata chiara: non ha voluto offrire il romanzo "di vostra nonna", ma una versione che restituisse la carica emotiva, la violenza e la sensualità implicite nel testo originale.

L’impiccagione iniziale ha condensato tutto questo in pochi minuti, obbligando il pubblico a guardare senza filtri la natura ambigua del desiderio.

Il risultato ha confermato che "Cime Tempestose" è rimasto uno dei romanzi più adattati e reinterpretati della letteratura inglese, capace di generare nuove letture a ogni generazione.

Con il suo inizio scioccante e la sua estetica gotica spinta al limite, Emerald Fennell ha dimostrato di avere trasformato un classico ottocentesco in un evento cinematografico contemporaneo, acceso e impossibile da ignorare.

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