15 Feb, 2026 - 16:05

"Dio ti vede, Gratteri no! Vota Sì": lo slogan per il referendum sulla Giustizia di Vittorio Feltri

"Dio ti vede, Gratteri no! Vota Sì": lo slogan per il referendum sulla Giustizia di Vittorio Feltri

Oggi, il direttore editoriale del Giornale Vittorio Feltri ha preso spunto da Giovannino Guareschi che nel 1948 coniò lo slogan "Dio ti vede, Stalin no" in occasione delle prime elezioni politiche della Repubblica per gridare tutto il suo sconcerto nei confronti di Nicola Gratteri, il Procuratore Capo di Napoli volto del No al referendum che, nei giorni scorsi, ha detto che chi vota Sì alla riforma Nordio è un poco di buono.

Per Feltri, si tratta di "un'intimidazione inaccettabile".

Referendum sulla Giustizia, Vittorio Feltri contro Nicola Gratteri

Da giorni, ormai, sul fronte del referendum sulla Giustizia, non si parla d'altro che dell'intervista televisiva durante la quale il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha dato dei poco di buono a chi si appresta a votare Sì al referendum sulla Giustizia.

Tanto più che il magistrato, anziché scusarsi, ha detto di essere stato male interpretato sebbene le sue siano state parole riprese da una telecamera, e che, quindi, non richiedono alcuna interpretazione.

Certo, oggi, le "interpreta" a modo suo sulla prima pagina del Giornale Vittorio Feltri:

virgolette
Io proporrei di appendere per le strade d'Italia, girando con il secchio e la colla come una volta, un manifesto tutto in maiuscolo, senza fronzoli: DIO TI VEDE, GRATTERI NO! VOTA SI. Non è una provocazione spiritosa. È una risposta politica a un atto di intimidazione. Perché questo è accaduto: la punta di lancia del fronte contrario al referendum sulla giustizia, Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Napoli, ha deciso di spiegare il voto non con argomenti, ma con una lista di proscrizione. Ha dichiarato che chi vota Sì è un pregiudicato, un indagato, un mafioso, un massone deviato. Chi vota No, per implicazione chiarissima, è un intoccabile. Non serve interpretare, basta ascoltare

Feltri e le stoccate a Pomicino e Mastella

Per Feltri, le parole di Nicola Gratteri sono davvero inaccettabili:

virgolette
Quando il capo della più grande procura d'Europa parla così, il messaggio è chiaro: vi vediamo, vi ricordiamo, sappiamo chi siete...

Per questo, il direttore si è divertito a punzecchiare anche due politici del sud come gli ex ministri Paolo Cirino Pomicino e Clemente Mastella che si sono schierati come vuole Gratteri per il No alla riforma Nordio:

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Capisco perfettamente Paolo Cirino Pomicino, che da uomo di mondo si è affrettato a dichiarare che voterà No, rifugiandosi nel club degli intoccabili. E capisco Clemente Mastella, che queste stagioni le ha viste tutte e sa come vanno a finire. Poi nell'urna faranno quello che vogliono, come tutti. Ma in pubblico è meglio stare dalla parte giusta della barricata. Per prudenza

Il punto, per Feltri, in ogni caso, è che Gratteri non ha il diritto di delegittimare una parte dell'elettorato trasformando il referendum "in una prova di purezza morale". Soprattutto chi ricopre un ruolo così delicato dovrebbe avvertire la responsabilità di dire parole sempre sobrie. E invece...

virgolette
Mi metto nei panni di chi, soprattutto al Sud, ha messo la faccia nei comitati per il Sì. Io, al posto loro, non starei sereno...

Gratteri divide il mondo in buoni e cattivi. Ma questo, ricorda Feltri, non è il compito di un magistrato:

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Gratteri, con le sue parole, dimostra perché molti voteranno Sì anche al di là del merito tecnico dei quesiti. Perché se questo modo di intendere il ruolo del pubblico ministero, e la rete di consenso che lo sostiene, dovesse prevalere, allora l'arroganza e l'impunità non avrebbero più argini. Non è un buon motivo per votare contro qualcuno. È un ottimo motivo per votare a favore della libertà
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