Vendetta, identità rubate e una trasformazione totale: "The Rhythm Section" ha portato sullo schermo un thriller d’azione cupo e spietato.
Diretto da Reed Morano e scritto da Mark Burnell, autore anche del romanzo originale, il film del 2020 ha visto protagonista Blake Lively accanto a Jude Law e Sterling K. Brown.
La storia ha mescolato lutto e terrorismo internazionale, trasformando una donna distrutta in una macchina da guerra pronta a tutto.
Tre anni dopo la morte della sua famiglia in un incidente aereo, Stephanie Patrick vive a Londra come prostituta tossicodipendente. La sua esistenza è segnata dall’autodistruzione finché il giornalista Keith Proctor la contatta: sostiene che l’incidente non è stato un guasto tecnico, ma un attentato terroristico insabbiato.
Stephanie si trasferisce da lui e studia le sue ricerche. Scopre che la bomba che ha abbattuto l’aereo è stata fabbricata da uno studente di ingegneria di nome Reza.
Compra una pistola e lo affronta in una mensa universitaria, ma non riesce a sparargli. Reza fugge e poco dopo Proctor viene trovato assassinato nel suo appartamento.
Seguendo gli appunti del giornalista, Stephanie arriva a Iain Boyd, ex agente dell’MI6 ritiratosi in isolamento nelle Highlands scozzesi. Boyd le rivela che Reza è un fabbricante di bombe al servizio di un terrorista noto come U-17. Accetta di addestrarla duramente, trasformandola in un’assassina.
Stephanie assume l’identità di Petra Reuter, killer il cui corpo non è mai stato ritrovato. Viene inviata a Madrid per incontrare l’ex agente CIA Marc Serra. Nel frattempo scopre che l’aereo è stato abbattuto per colpire Abdul Kaif, riformatore musulmano liberale.
Il padre di Kaif, Suleman, aveva finanziato le indagini di Proctor; la madre, Alia, decide di finanziare la missione di Stephanie. Seguendo le tracce dei responsabili, Stephanie elimina diversi complici.
Serra le rivela che U-17 è in realtà Reza stesso. Lei lo rintraccia nel sud della Francia, mentre sta preparando un attentato su un autobus.
Stephanie affronta Reza sull’autobus imbottito di esplosivo. Dopo una lotta brutale, riesce a scendere dal mezzo e lascia che la bomba esploda, uccidendolo. Sembra la fine della vendetta, ma la verità è più oscura.
Stephanie comprende che Marc Serra l’ha manipolata fin dall’inizio: è lui il vero U-17. Ha orchestrato tutto per eliminare i suoi stessi complici e cancellare le tracce. Reza è stato solo un esecutore.
Stephanie raggiunge Serra a casa sua e lo uccide con una siringa, chiudendo il cerchio della vendetta. Incontra poi Alia per confermare che la missione è compiuta.
Nel confronto finale con Boyd a Londra, l’ex agente la avverte che l’MI6 vuole eliminarla e che lui potrebbe rientrare nei ranghi se la uccidesse. Lei rifiuta la nuova identità di Petra e afferma di chiamarsi Stephanie. Se ne va, consapevole di non poter tornare alla vita di prima, ma decisa a non essere più una pedina.
Le riprese principali sono iniziate nel dicembre 2017 a Dublino, che ha fatto da base produttiva e ha rappresentato Londra nel film. La lavorazione è stata interrotta per sei mesi dopo che Blake Lively si è rotta una nocca sul set; l’assicurazione ha coperto i costi del ritardo.
La produzione è ripresa a metà 2018 in Spagna. Almería ha ricreato Tangeri, con inseguimenti e scene di strada ad alta tensione. Cadice ha sostituito Marsiglia per sequenze urbane ed esplosioni. Madrid è stata utilizzata per diverse scene cittadine.
Le Montagne di Wicklow, in Irlanda, hanno rappresentato le Highlands scozzesi e il cottage isolato di Boyd. Alcune brevi scene sono state girate anche a New York City.
La regia di Reed Morano ha combinato location reali e set in studio tra Irlanda e Spagna, costruendo un mosaico internazionale che ha reso la caccia alla verità di Stephanie visivamente credibile e globale.