Se qualcuno pensava che Gratteri fosse cosciente di aver fatto una gaffe nel dire che al prossimo referendum sulla Giustizia voteranno a favore della riforma Nordio i poco di buono, deve ricredersi: no, voleva dire proprio questo!
L'interpretazione autentica del pensiero del Procuratore capo di Napoli, volto simbolo del No, è arrivata questa mattina da Marco Travaglio.
Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, quelle di Gratteri sono state "parole inappuntabili".
E insomma: è nei momenti di difficoltà che si vedono gli amici. E Gratteri un amico più amico di Travaglio non ce l'ha. Tant'è che il direttore del Fatto gli dà piena ragione anche oggi quando è sulla bocca di tutti (oltre che al centro di un'azione disciplinare del Csm) per la gaffe sui poco di buono che voteranno Sì.
Del resto, entrambi, Travaglio e Gratteri, dividono il mondo in due parti. Da una parte, la loro, ci sono i buoni; dall'altra, i cattivi. E non cambiano idea nemmeno oggi:
scrive Travaglio.
Come dire: per il Sì, oltre "agli indagati, agli imputati, alla massoneria deviata e ai centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente", come ha detto Gratteri, voteranno, per concessione di San Valentino di Travaglio, anche i cretini.
Del resto, secondo il modo di vedere del direttore del Fatto, lo dimostra "la reazione del governo e addirittura dei presidenti di Camera e Senato che è stata la stessa che investe i personaggi autorevoli quando dicono che il re è nudo"
Il Csm ha annunciato un'azione disciplinare contro Nicola Gratteri, il quale, commentando con questa frase:
ha fatto un altro spot per il Sì alla riforma: magari sui magistrati si facesse valere anche la responsabilità di ciò che dicono!
Tuttavia, Travaglio non fa prigionieri:
Peccato che a Travaglio sfugga la fedina penale di qualche altro milione di italiani che voteranno Sì.
Ma tant'è: visto che Nordio ha fatto balenare l'introduzione degli esami psicoattitudinali anche per le toghe a fine carriera "facendo intendere che Gratteri sia matto", Travaglio giunge alla conclusione che probabilmente il Procuratore di Napoli davvero lo è: