12 Feb, 2026 - 16:25

Chi è Elisabetta Gualmini, la prima europarlamentare che abbandona il Pd di Elly Schlein

Chi è Elisabetta Gualmini, la prima europarlamentare che abbandona il Pd di Elly Schlein

Elisabetta Gualmini, eurodeputata eletta nel 2024 con il Pd nelle liste della circoscrizione Nord-Est, ha annunciato l'uscita dal partito di Elly Schlein per aderire ad Azione di Carlo Calenda, trasferendosi, a livello continentale, al gruppo Renew Europe.

La decisione, descritta come "sofferta ma convinta", sarà ufficializzata lunedì 16 febbraio 2026 in una conferenza stampa a Bruxelles.

Segnerà un colpo per i democratici italiani: con il suo addio perdono il primato nel gruppo S&D.

Cosa sappiamo della vita di Elisabetta Gualmini, professione e vita privata

Nata il 17 maggio 1968 a Modena, Elisabetta Gualmini è professoressa ordinaria di Scienza politica all'Università di Bologna, con un dottorato conseguito a Firenze.

La sua carriera politica include il ruolo di vicepresidente della Regione Emilia-Romagna dal 2014 al 2019 con Stefano Bonaccini, dove ha gestito welfare, politiche abitative e introdotto il "Reddito di Solidarietà" per oltre 15mila famiglie emiliane.

Eletta per la prima volta eurodeputata nel 2019 con 77.577 preferenze e rieletta nel 2024 con 57.300, è stata relatrice della direttiva sul lavoro sulle piattaforme digitali e prima presidente italiana del Forum europeo delle ceramiche.

Sposata con il politologo Salvatore Vassallo, ex deputato Pd e presidente dell'Istituto Cattaneo, la coppia ha due figli.

Gualmini spesso si è soffermata sulle condizione delle donne, definendo una "sindrome di Cenerentola", e ha aperto un blog ironico sulla maternità dopo il secondo figlio. 

Riformista convinta, ha sostenuto Bonaccini al congresso Pd e Isabella Conti alle primarie bolognesi del 2021.

Perché ha scelto di lasciare il Pd di Elly Schlein

Il dissenso profondo con la linea di Elly Schlein ha spinto Gualmini all'uscita dal Pd. Del resto, questa decisione arriva non certo come un fulmine a ciel sereno: recentemente, Gualmini si era astenuta sulla relazione della segretaria in occasione della direzione Pd del 6 febbraio.

Inoltre, aveva criticato il video del Pd che equiparava che votava sì al referendum sulla giustizia ai fascisti o ai militanti di Casapound, definendolo "il punto più basso della polemica politica", in contrasto con il programma dello stesso Pd del 2022.

Inoltre, come esponente della minoranza riformista, lamentava l'insofferenza verso il "massimalismo" di Schlein su giustizia e politica estera, preferendo un europeismo liberale.

Il suo approdo in Azione e nello schieramento europeo Renew europa ora può aprire un varco che potrebbe interessare anche altri dem in sofferenza, come l'ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Per ora, la mossa di Gualmini riduce i dem (nel parlamento europeo nel gruppo S&D) da 21 a 20 eurodeputati. 

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