12 Feb, 2026 - 15:26

Vercelli, 15enne scappa di casa e accusa la famiglia: "Picchiata e costretta a rubare", tre indagati

Vercelli, 15enne scappa di casa e accusa la famiglia: "Picchiata e costretta a rubare", tre indagati

Ha approfittato di un momento di distrazione dei familiari per fuggire, rifugiarsi in un supermercato e chiedere aiuto, raccontando storie di presunte violenze e imposizione. Ora una 15enne residente nella provincia di Vercelli è stata affidata a una comunità protetta; mentre il padre e la matrigna sono stati iscritti nel registro degli indagati del fascicolo per maltrattamenti aperto dalla Procura, la posizione del fratello maggiore è al vaglio del Tribunale dei Minori. 

La fuga e la denuncia al supermercato

La vicenda ha per protagonista una giovane di origini slave che, secondo la sua versione, sarebbe stata per anni vittima di botte, minacce e costrizioni da parte dei familiari.

Fino a quando, approfittando di un loro momento di distrazione, non è fuggita, raggiungendo uno dei supermercati in cui la matrigna l'avrebbe costretta fin da piccola a rubare.

Lì le commesse, notando che era visibilmente scossa, le avrebbero offerto aiuto, chiamando i carabinieri che l'hanno poi presa in custodia, affidandola a una comunità protetta con sede a Chivasso. 

Maltrattamenti e imposizioni: le accuse

La ragazza avrebbe raccontato ai militari di essere stata negli anni picchiata - con schiaffi e pugni - insultata, controllata e minacciata di morte, anche con l'uso di oggetti. In almeno un caso, stando a quanto ha riferito, sarebbe stata ferita alla coscia con un cacciavite; molte altre volte i familiari le avrebbero stretto le mani intorno al collo, spaventandola. 

L'indagine e il percorso giudiziario 

Il fascicolo aperto dalla Procura di Vercelli ipotizza il reato di maltrattamenti sia per il padre (accusato anche di lesioni aggravate) che per la matrigna, entrambi difesi dall'avvocato Patrizio Cavallone, che ha fatto sapere che non ci sarebbero mai state - da parte loro - violenze, al massimo rimproveri legati al rendimento scolastico e alla gestione del cellulare e dei social.

La posizione del fratello maggiore è invece ancora al vaglio della Procura per i Minori di Torino. Fondamentale, per ricostruire i fatti, sarà l'audizione protetta della presunta vittima, che avverrà in sede di incidente probatorio. La dottoressa Simona Ramella Paia, nominata dal Tribunale, sarà chiamata a valutare la sua capacità testimoniale e la sua attendibilità. Poi l'autorità giudiziaria capirà come procedere.

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