11 Feb, 2026 - 14:35

Referendum sulla Giustizia, perché la politica da "tifo calcistico" rischia di rovinarlo: l'allarme di Cassese

Referendum sulla Giustizia, perché la politica da "tifo calcistico" rischia di rovinarlo: l'allarme di Cassese

Il rischio, Sabino Cassese, ex ministro della Funzione Pubblica nonché ex giudice della Corte Costituzionale e autorità indiscussa in materia di diritto, è quello di giocare una partita per un'altra.

Il tema, naturalmente, è quello del prossimo referendum sulla riforma della Giustizia.

Sarebbe un autogol - ha avvertito Cassese in un'intervista concessa al Giornale - se gli italiani votassero Sì o No avendo in mente una valutazione complessiva del governo Meloni.

A questo penseranno le elezioni politiche che ci saranno nel 2027.

Il 22 e il 23 marzo non si andrà a votare per Meloni Sì o Meloni No, ma per una riforma della magistratura attesa da anni e più volte proposta anche da sinistra, non a caso il mondo politico cui Cassese, negli anni, si è sentito più vicino.

L'allarme di Sabino Cassese: "La politica rischia di rovinare il referendum"

Tra i fautori del No, uno degli slogan che si ripete più spesso è quello di dover difendere la costituzione e con essa la democrazia. Ma costituzione e democrazia si difendono davvero predisponendosi a dare un giudizio politico a un referendum che, per definizione, si concentra su un sì o un no a un singolo provvedimento?

Questa è stata la constatazione di Sabino Cassese, uno dei più autorevoli giuristi del nostro Paese.

A Francesco Boezi ha dichiarato:

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Le opposte fazioni si esprimono sul proponente e non sulla proposta. Questo fa perdere di significato al referendum e quindi alla democrazia diretta. Se si vota al referendum non perché d'accordo o in disaccordo sulla separazione delle carriere, ma perché la proposta è stata avanzata da un governo che piace o non piace, si trasforma la democrazia diretta in democrazia rappresentativa e si tradisce la Costituzione...

Un vero e proprio paradosso, visto che chi fa campagna per il No grida all'attacco della democrazia e al ritorno del fascismo.

virgolette
Siamo chiamati a esprimerci per confermare o non confermare la modifica costituzionale già passata al vaglio del Parlamento, non sulla maggioranza che l'ha proposta

A questo punto, Cassese ha ricordato il precedente del 2016:

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L'errore fu fatto inizialmente da Renzi che interpretò il voto negativo sul referendum da lui proposto come un voto di sfiducia al suo governo, e si dimise

Sta di fatto che questa volta Giorgia Meloni, pur sostenendo il sì, non ha legato il destino del suo governo all'esito referendario.

Perché è giusto separare le carriere

Ma la separazione delle carriere, ciò che propone la riforma che sarà giudicata dagli italiani, è un obiettivo che è stato condiviso anche a sinistra. E Sabino Cassese, durante il suo intervento ad Atreju, - gli ha ricordato Boezi del Giornale - utilizzò una metafora, quella del chirurgo e dell'anestesista, che è diventata virale:

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Ho fatto quell'esempio perché sia chiaro che, al di là dei due forti argomenti giuridici per la separazione delle carriere (dare attuazione all'articolo 111 della Costituzione secondo il quale ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice imparziale e al codice di procedura penale del 1988 che ha adottato il metodo accusatorio e stabilito che il giudice deve essere terzo rispetto all'accusa e alla difesa), c'è un argomento funzionale altrettanto importante: il pubblico ministero e il giudice, pur essendo ambedue magistrati, svolgono compiti diversi, perché il pubblico ministero dirige un'investigazione, il giudice valuta e bilancia le posizioni delle parti, quindi svolge un'attività di ponderazione

A questo punto, Cassese si è chiesto come sia possibile "reclutare con le stesse procedure, sottoponendo agli stessi esami, giudicando le stesse attitudini, persone che svolgono mestieri tanto diversi?":

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Quindi, fin dalla selezione e poi dalla carriera, si deve procedere in modo diverso perché i mestieri sono diversi. Il chirurgo e l'anestesista, ambedue medici, ambedue in sala operatoria, ma con compiti diversi, sono scelti con procedure diverse, valutando attitudini diverse, e hanno carriere diverse

Trasportando la metafora di Cassese nel mondo del calcio è come se si volessero prima allenare e poi vedere allo stesso modo durante le partite i portieri e i giocatori di movimento: giocano lo stesso gioco, ma in ruoli completamente differenti. I primi per non subire gol, i secondi per farli. 

  

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