11 Feb, 2026 - 13:34

Chi è Park Sung-Hoon, l’idol K-Pop che ha portato la fiaccola alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

In collaborazione con
Arianna Pisciarino
Chi è Park Sung-Hoon, l’idol K-Pop che ha portato la fiaccola alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Tra gli eventi legati alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, quello che ha attirato maggiormente l’attenzione del pubblico globale è stato il percorso con la fiaccola Olimpica dell’Idol K-Pop Park Sung-Hoon, che ha unito, simbolicamente, sport e cultura pop, trasformando una vecchia tradizione in un messaggio attuale, e incarnando a pieno lo spirito Olimpico.

Dalla pista di pattinaggio ai palcoscenici internazionali

Park Sung-Hoon, nato in Corea del Sud, l’8 dicembre 2002, è oggi conosciuto come membro degli ENHYPEN, uno dei gruppi K-Pop più influenti della nuova generazione. Prima di diventare un Idol internazionale, però, Sung-Hoon ha vissuto per anni una vita caratterizzata da passione e reinvenzione, allenamenti e competizioni sul ghiaccio, dove ha spesso gareggiato come pattinatore artistico agonistico (pattinaggio di figura), attività che gli ha permesso di costruire un’immagine basata su disciplina, eleganza tecnica e autocontrollo, qualità che lo rendono, ancora oggi, una figura perfettamente coerente con i valori olimpici, oltre che un grande artista nell’ambito musicale.

Sung-Hoon ha iniziato la sua carriera sportiva giocando a hockey sul ghiaccio, per poi dedicarsi al pattinaggio artistico dall’età di nove anni. Inizialmente, non aveva alcuna intenzione di diventare un Idol e si allenava solo per migliorare le sue abilità nella danza, ma in seguito decise di cambiare completamente carriera.

Come giovane talento, nel 2014, ha vinto nella categoria Junior del Campionato Coreano di Pattinaggio Artistico, partecipando anche al Grand Prix Junior ISU. La pista di ghiaccio è sempre stata una grande protagonista della vita di Sung-Hoon, fino a qualche anno fa quando, prima ancora del suo debutto come Idol nel 2020, tramite il programma I-Land, era anche stato membro di riserva della squadra Nazionale di pattinaggio artistico: a Maggio 2025 è stato eletto ambasciatore del Comitato Sportivo e Olimpico Coreano del Sud, contribuendo a creare un ponte tra lo sport d’élite e la cultura pop.

Portare la Torcia Olimpica è stato, per Sung-Hoon, un ritorno simbolico alle origini: in un’intervista fatta con Teen Vogue, in occasione della sua partecipazione all’evento, Sung-Hoon ha raccontato la scelta di partecipare all’evento come uno dei momenti più significativi del suo percorso, proprio perché legato direttamente alla sua passata formazione sportiva.

Nel corso dell’intervista, egli ha anche affermato che la sua partecipazione alle Olimpiadi non era stata pensata come un momento personale, ma come “parte di un racconto collettivo”: “Competere alle Olimpiadi era, un tempo, il mio sogno come atleta, quindi essere collegato a quel sogno, ora, come cantante, è davvero significativo e un incredibile onore”. Sung-Hoon è stato il secondo artista a proporre un curioso cross-over tra sport e K-Pop: il primo a farlo era stato Jin dei BTS (in occasione delle Olimpiadi di Parigi, nel 2024).

Park Sung-Hoon è stato invitato alla cerimonia d’apertura dei Giochi da Samsung Electronics, partner mondiale delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi che si terranno fino al 22 Febbraio 2026, in varie località della Lombardia e del Nord-Est italiano: all’evento parteciperanno circa 3500 atleti, che gareggeranno per 116 medaglie d’oro.

Il successo con gli ENHYPEN

Debuttati nel 2020, gli ENHYPEN si sono rapidamente affermati come uno dei gruppi più seguiti della scena K-Pop globale. Sung-Hoon, con il suo carisma e la sua presenza scenica, è diventato uno dei membri più riconoscibili del gruppo: la sua immagine pubblica mette insieme rigore, sensibilità, forza e grazia, e non è un caso che egli venga spesso associato a concetti di eleganza e controllo del movimento, caratteristiche che lo rendono unico anche nel panorama musicale.

Non è neanche un caso che la canzone scelta come inno coreano, per queste Olimpiadi, sia stata Shout Out, tratta dal mini-album Manifesto: Day 1 (2022) degli ENHYPEN, che parla di resistenza, unità e spinta collettiva: le stesse che la delegazione coreana in gara sosterrà, puntando su un buon numero di atleti e campioni che hanno, ormai, un vasto pubblico internazionale pronto a seguirli e supportarli. Il settimo mini-album del gruppo, The Sin: Vanish, ha debuttato al secondo posto della classifica Billboard 200, vendendo circa 123mila copie nella prima settimana. L’uscita ha segnato la quinta entrata consecutiva degli ENHYPEN nella Top 5, risultato che consolida ulteriormente il loro status come uno dei gruppi K-Pop più costanti a livello globale.

Il momento della fiaccola e l’impatto mediatico

La decisione di affidare a Sung-Hoon un ruolo centrale nella cerimonia di apertura non è stata dettata solo dalla sua popolarità: Milano-Cortina ha costruito, infatti, una narrazione olimpica che guarda al futuro, valorizzando figure capaci di parlare ad un pubblico vasto e giovane, senza tradire i valori sportivi. Ex atleta del ghiaccio, e artista internazionale, Sung-Hoon è, oggi, simbolo di una generazione che non conosce più confini tra discipline, metafora dei Giochi stessi.

L’immagine dell’Idol con la fiaccola ha fatto rapidamente il giro del mondo, diventando virale sui social e attirando l’attenzione di media internazionali: un momento che ha rafforzato la portata globale della cerimonia e delle Olimpiadi di Milano Cortina. Sung-Hoon ha portato con orgoglio ed emozione la fiaccola Olimpica tra i tedofori dell’ultima tappa: il suo percorso con la fiaccola è durato circa 20 minuti, ed è stato accompagnato dai numerosi fans degli ENHYPEN che lo hanno salutato per tutto il tempo, reagendo con particolare entusiasmo alla sua presenza. I social si sono riempiti di commenti, clip e immagini che celebrano non solo l’artista, ma anche il suo passato da atleta, riscoperto da molti proprio in occasione di questi Giochi.

Questa scelta ha rappresentato un nuovo modo di raccontare le Olimpiadi: non più soltanto attraverso gli atleti in gara o l’esaltazione dello sport, ma anche attraverso figure che incarnano i valori sportivi in forme diverse e più vicine al linguaggio culturale contemporaneo. La presenza di Sung-Hoon alla cerimonia di apertura ha rappresentato il perfetto equilibrio tra tradizione, spirito Olimpico e innovazione, ricordando che il vero cuore dei Giochi non consiste solo nelle competizioni o nella vittoria, ma anche in storie personali capaci di parlare a milioni di persone.

A cura di Arianna Pisciarino

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