11 Feb, 2026 - 14:05

Morte di Leonardo Calcina, riaperte le indagini. L'avv. Perricci: "Tante le cose ancora da chiarire"

Morte di Leonardo Calcina, riaperte le indagini. L'avv. Perricci: "Tante le cose ancora da chiarire"

Nell'ottobre 2024 Leonardo Calcina, 15 anni, si tolse la vita sparandosi con una pistola sottratta al padre, vigile urbano di professione. Neanche un mese prima aveva cambiato scuola, sperando di trovare, all'Istituto alberghiero Panzini di Senigallia, delle materie che lo appassionassero di più, ma era incappato, secondo i genitori, in un gruppo di bulli. 

Dopo il ritrovamento del corpo, la Procura aprì un fascicolo per istigazione al suicidio, iscrivendoci i nomi di due ragazzi e una ragazza che frequentavano la sua stessa classe. Lo scorso aprile quel fascicolo è stato archiviato senza che le parti offese venissero informate. Le indagini sono state riaperte solo dopo un loro reclamo.

Il reclamo e la riapertura delle indagini per istigazione 

"Lo scorso ottobre, per puro caso, abbiamo scoperto dell'archiviazione. A quel punto abbiamo subito presentato un reclamo al tribunale", spiega a Tag24 l'avvocata Pia Perricci, che assiste i genitori di Leonardo.

Pochi giorni fa, il reclamo è stato accolto e "il procedimento è tornato al pubblico ministero". "Al momento risulta aperto - prosegue Perricci - per cui abbiamo venti giorni di tempo per presentare tutta una serie di memorie".

Secondo lei, finora non sarebbe stato fatto abbastanza. "Le indagini sono state lacunose", sostiene la legale. "Sono emerse molte discrepanze tra quanto riportato nel fascicolo del Tribunale dei minori di Ancona e quanto emerso dall'ispezione ministeriale".

"Se è vero che il reato di istigazione al suicidio è difficile da dimostrare, si potrebbero valutare altri reati - dichiara - le molestie, la violenza privata, e via dicendo. Tutte cose mai prese in considerazione da parte degli inquirenti".

Il messaggio Whatsapp e la mancata verifica dei cellulari

Un elemento che l'avvocata ritiene significativo è un audio Whatsapp con insulti rivolti al 15enne. "Una ragazza si è presentata dai carabinieri con questo messaggio altamente ingiurioso, pesante, dicendo di non ricordare chi glielo avesse mandato", racconta Perricci.

"La Procura non ha fatto accertamenti. Se questo messaggio c'è, vuol dire che qualcuno l'ha fatto circolare. Sarebbe bastato sequestrare il cellulare della giovane e risalire alla fonte andando a ritroso", aggiunge, amareggiata, Perricci.

La proposta di legge popolare e il dolore della famiglia

Parallelamente alla battaglia giudiziaria, lei e i genitori di Leonardo ne stanno portando avanti una sociale. Domani, 12 febbraio 2026, saranno in Corte di Cassazione a Roma per "depositare una proposta di legge popolare per l'introduzione del reato di bullismo nel nostro ordinamento". 

Una volta avvenuta la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, partirà il termine di sei mesi per raccogliere 50mila firme. "I familiari di Leonardo sono distrutti perché si sentono abbandonati dalle istituzioni; situazione che in casi come questo non è accettabile. Vogliamo risposte". 

LEGGI ANCHE