La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è finita nuovamente nel mirino del centrosinistra che, dopo la notizia dell’apertura di un nuovo fascicolo giudiziario a suo carico, è tornata a chiedere a gran voce le sue dimissioni e a Meloni di sollevarla dall’incarico all’interno del governo.
La notizia è di ieri, la ministra del Turismo risulterebbe indagata per bancarotta dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta Bioera, azienda del settore dell’alimentare biologico già quotata in Borsa, presieduta, senza deleghe, da Santanchè fino al 2022. I legali chiariscono che al momento, la ministra non ha ricevuto ancora alcuna comunicazione.
Un copione già visto, dal momento che il centrosinistra ha già presentato tre mozioni di sfiducia (tutte respinte dal Parlamento) contro la ministra del Turismo in relazione alle altre vicende giudiziarie che la vedono coinvolta come il caso Visibilia o quello dalla Cig Covid.
attacca la segretaria del Pd Elly Schlein.
Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle.
Scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
“Santanchè avrebbe dovuto dimettersi da tempo, per rispetto delle istituzioni e dei cittadini. A questo punto la domanda è inevitabile: che cosa deve ancora succedere perché Meloni chieda a Santanchè di farsi da parte? Qual è il limite, se un limite esiste, oltre il quale anche per questa maggioranza l’etica pubblica torni a contare qualcosa?".
Rincara la dose Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
Davanti alle richieste delle opposizioni il centrodestra risponde come già fatto in passato. Oggi, come allora, la linea di Fratelli d'Italia non cambia: a fare fede, spiegano fonti del partito all'Adnkronos, è il rinvio a giudizio, non l'iscrizione nel registro degli indagati.
Lo scorso anno, da Gedda, in Arabia Saudita, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva fissato la linea dell'esecutivo: "Non credo che un rinvio a giudizio sia di per sé motivo di dimissioni. La valutazione da fare è se e quanto questo possa impattare sul lavoro di ministro. E penso che il ministro Santanchè stia lavorando ottimamente".
Sulla vicenda sono intervenuti nelle scorse ore anche i legali della ministra Santanchè, Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, che hanno precisato che al momento la ministra non ha ricevuto alcuna notifica.