11 Feb, 2026 - 09:57

Le tecnologie digitali e un mondo più o meno libero

Le tecnologie digitali e un mondo più o meno libero

Siamo sicuri che le tecnologie digitali ci rendono più liberi? Siamo sicuri di essere capaci di governarle? A queste domande risponde Marino Longoni su Italia Oggi. Ricorda che “internet, le tecnologie digitali, sono state vissute, ai loro esordi, come formidabili strumenti di comunicazione, di libertà, di democrazia, di partecipazione. Ora queste speranze sembrano evaporate, sprofondate dentro incubi di controllo sociale da Grande fratello orwelliano. Soprattutto nei regimi autocratici si sono trasformati in un formidabile strumento di controllo dell’informazione, di propaganda, di repressione delle minoranze e di distorsione della rappresentazione pubblica della realtà ad opera di chi detiene le leve del potere. E’ quanto succede ogni giorno in Russia e in Bielorussia, per esempio. O in Iran, dove un gruppo di fanatici religiosi riesce a tener testa all’opposizione di gran parte della popolazione”.

O si prova a governare internet o si va a vivere in una casa nel bosco

Ma in Occidente che cosa succede? “Anche qui, aggiunge Longoni, la storia va nella direzione di un sempre maggio controllo sociale, attraverso gli algoritmi dell’intelligenza artificiale e dei social network, le telecamere di sorveglianza, il controllo sui dati bancari e le transazioni economiche, gli spazi di libertà e di autonomia si restringono ogni giorno di più. Sembra che il mondo intero sia incamminato a grandi passi verso un modello cinese: controllo sociale ferreo, garantito sempre di più proprio dalle tecnologie digitali, in cambio di ordine e disciplina”.
Questa riflessione mette paura. Che cosa fare? Non possiamo fermare il tempo e allora non ci resta che provare a governare le tecnologie oppure scegliere di vivere in una casa nel bosco.

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