L'edizione della Coppa Italia 2025/26 è arrivata alle semifinali ed ora di iniziare a fare due conti attorno ad una competizione che negli ultimi quindici anni, da quando è stata indrotta la nuova formula, ha riconquistato quell'appeal che un tempo entusiasmava tifosi e appassionanti.
Dunque, vincere la Coppa Italia non significa soltanto alzare un trofeo prestigioso, ma anche incassare una cifra economica tutt’altro che trascurabile.
Ogni turno superato nella competizione porta con sé un premio in denaro che cresce progressivamente, fino a raggiungere una somma molto rilevante per le società, soprattutto quelle di medio livello.
Il montepremi complessivo della Coppa Italia è legato in larga parte ai diritti televisivi internazionali, che variano a seconda dell’interesse dei mercati esteri. Molti Paesi acquistano soltanto le fasi finali del torneo, rendendo il valore economico della competizione fortemente concentrato nelle ultime partite.
Il sistema di premi della Coppa Italia è costruito per incentivare il percorso verso la finale. Ogni fase superata aumenta sensibilmente gli introiti del club.
Raggiungere gli ottavi di finale garantisce già un primo ritorno economico, che cresce ulteriormente nei quarti di finale e soprattutto in semifinale. In questa fase, il valore commerciale del torneo aumenta grazie all’audience televisiva e all’attenzione mediatica.
Arrivare in finale rappresenta un vero salto economico: le squadre coinvolte entrano nel momento più redditizio della competizione, quello che attrae sponsor, broadcaster e pubblico internazionale.
Il vero guadagno arriva con la vittoria. Oltre al premio diretto destinato alla squadra che alza il trofeo, vincere la Coppa Italia porta benefici indiretti molto importanti:
Per molte squadre italiane, specialmente quelle fuori dal giro delle prime quattro in Serie A, la Coppa Italia rappresenta la strada più rapida e redditizia per entrare nelle competizioni europee.
Il montepremi della Coppa Italia non è fisso. Dipende dagli accordi per la vendita dei diritti TV all’estero, che cambiano in base all’appeal delle squadre coinvolte nelle fasi decisive.
Se in semifinale e finale arrivano club molto seguiti come Juventus, Milan o Inter, l’interesse internazionale aumenta e con esso il valore economico del torneo. Al contrario, finali meno “glamour” possono ridurre leggermente gli introiti complessivi.
Oggi la Coppa Italia non è più solo una competizione di prestigio, ma una vera opportunità finanziaria. Per i club di media fascia, vincerla può significare milioni di euro in più, qualificazione europea e maggiore forza sul mercato.
In un calcio sempre più legato ai bilanci, ogni partita di Coppa Italia può fare la differenza non solo in campo, ma anche nei conti societari.