Non tutti sanno che dietro la forza di Abdon Pamich, il leggendario marciatore con origini istriane, si nasconde l’affetto della sua famiglia, dalla moglie Maura ai due figli Tamara e Sennen.
Il campione olimpico, classe 1933, ha saputo trasformare le difficoltà della sua infanzia in forza, diventando uno degli atleti più brillanti nel mondo della corsa.
Pamich ha segnato la storia dello sport azzurro con ori e record incredibili, mantenendo sempre un profilo riservato sulla vita privata.

Abdon Pamich è nato il 3 ottobre 1933 a Fiume, in Croazia, oggi ha 92 anni e rappresenta un'icona dello sport italiano. Figlio di un commercialista con lontane origini veneziane per parte di nonna, Pamich ha vissuto un'infanzia segnata dalla Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1947, a soli 14 anni, fuggì con il fratello maggiore dalla città natale, Fiume, al tempo sotto la giurisdizione italiana, per raggiungere il padre emigrato a Genova.
La famiglia finì nel campo profughi di Novara, un'esperienza di sradicamento che forgiò il suo carattere tenace, come lui stesso ha raccontato in interviste recenti, legando la sua storia personale al dramma dell'esodo giuliano-dalmata.
Cresciuto tra Genova e il Nord Italia, Pamich trovò nello sport il suo riscatto: iniziò a dedicarsi anima e corpo alla marcia atletica sotto la guida di Giuseppe Malaspina, trasformando il suo dolore in successi e ferrea disciplina.
Discreto e molto riservato, Abdon Pamich è sempre stato geloso della sua sfera sentimentale. Ha avuto una moglie di nome Maura, con cui ha trascorso tutta la vita. La moglie del campione è morta il 30 settembre 2020.
Abdon Pamich ha due figli, Tamara e Sennen, entrambi lontani dai riflettori. Su di loro non circolano molte informazioni sul web. Il campione ancora oggi vive a Genova, al riparo dal caos mediatico.
A differenza di altri campioni con vite da copertina, Pamich ha evitato gossip e pettegolezzi piccanti.
La carriera di Abdon Pamich è un'epopea di record e trionfi: 40 volte campione italiano su varie distanze, con 43 presenze in Nazionale.
Il successo per lui è arrivò negli anni Sessanta quando vinse il suo primo bronzo olimpico alle Olimpiadi di Roma del 1960 sui 50 km di marcia.
La consacrazione definitiva nella marcia giunse alle Olimpiadi di Tokyo 1964, in cui si aggiudicò l’oro leggendario nonostante, una crisi intestinale al km 35, causata da un tè freddo, che lo costrinse a una sosta drammatica prima dell’epica rimonta su tutti gli avversari. Primatista mondiale dei 50 km su pista nel 1961, dominò gli Europei conquistando l’oro nel 1962 e 1966.
Portabandiera azzurro a Monaco 1972, concluse le Olimpiadi anche nel 1956, 1968 e 1972, lasciando un'eredità imbattuta nella marcia italiana.
Oggi Pamich con la sua storia e il suo talento continua a ispirare intere generazioni di sportivi.