10 Feb, 2026 - 16:00

Fiducia al Dl Ucraina? Vannacci divide anche il centrosinistra: ma la sua prima vittoria è un’altra

Fiducia al Dl Ucraina? Vannacci divide anche il centrosinistra: ma la sua prima vittoria è un’altra

Alla fine il governo è stato costretto ad apporre la fiducia sul Dl Ucraina. Il testo, approvato a inizio gennaio in Consiglio dei ministri dopo un lungo e durissimo braccio di ferro con la Lega sugli aiuti militari a Kiev, continua a mettere in seria difficoltà l’esecutivo, che per la prima volta dall’inizio della guerra ha deciso di blindare il provvedimento.

La scelta è arrivata per evitare modifiche sostanziali al decreto, messo sotto assedio dagli emendamenti soppressivi presentati da Futuro Nazionale, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Con l’apposizione della fiducia, infatti, il testo non potrà più essere emendato.

Restano però sul tavolo gli ordini del giorno — nei quali si chiede un impegno del governo a bloccare completamente l’invio di armi a Kiev — presentati dai cosiddetti “vannacciani”, che promettono di incendiare ulteriormente lo scontro, non solo nel centrodestra.

I problemi, infatti, non riguardano esclusivamente la maggioranza. Nelle ultime ore è esplosa una polemica velenosissima anche nel centrosinistra, tale da mettere a dura prova l’alleanza progressista.

Non è passato sotto traccia, infatti, che sul sostegno all’Ucraina una parte consistente della coalizione di centrosinistra — M5S e AVS — si trovi di fatto sulla stessa posizione di Vannacci e Futuro Nazionale.
Ma procediamo per gradi.

Ecco come l’aiuto all’Ucraina continua a dividere in modo trasversale la politica italiana.

Il governo blinda il Dl Ucraina, Crosetto pone la fiducia e attacca

La notizia dell’ultima ora è la decisione del governo di porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto legge Ucraina.

Il testo, che contiene disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamento militare in favore di Kiev, sarà votato domani prima di passare all’esame del Senato, dove dovrà essere convertito in legge entro il 2 marzo.

A difendere la scelta dell’esecutivo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto in Aula durante il dibattito parlamentare.

"Porre la fiducia non è un modo di scappare", ma "obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se continuano ad appoggiare".

Crosetto ha sottolineato come la decisione assuma un forte valore politico per il governo. Porre la fiducia "è un atto serio di posizionamento politico della maggioranza e la serietà dell'atto è fisicamente rappresentata dalla mia presenza", ha aggiunto il ministro, precisando: 

virgolette
La motivazione reale della decisione del governo non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora di più.

Non si è fatta attendere la replica dell’opposizione. A intervenire è stato il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi:

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E in questo clima si utilizza il Parlamento per una lotta interna a un partito? Questo governo cerca di nascondere palesemente uno dei suoi fallimenti più grandi: la vittoria militare dell’Ucraina sulla Russia.

Caos nel centrosinistra: perchè è tutti contro tutti?

Proprio M5S e AVS sono ora al centro di una durissima polemica che sta spaccando il fronte progressista. La decisione di presentare emendamenti contro il Dl Ucraina non è stata affatto digerita da una parte del centrosinistra.

M5S e AVS — al pari dei deputati di Futuro Nazionale — hanno presentato emendamenti soppressivi all’articolo 1 del decreto, quello che dispone la proroga degli aiuti militari a Kiev.

Dalla segretaria del Pd Elly Schlein non sono arrivati commenti ufficiali, ma le reazioni dell’area riformista dem sono state immediate.

Pina Picierno ha scritto sui social:

virgolette
Oggi M5S, AVS e i deputati di Futuro Nazionale hanno presentato una serie di emendamenti per cancellare la proroga dell’invio di aiuti militari all’Ucraina. L’ennesima pagina vergognosa e preoccupante per il nostro Paese. Possibile che un pezzo del campo largo abbia le stesse posizioni di Vannacci?.

Ancora più duro il senatore dem Filippo Sensi:

virgolette
In un giorno, l’ennesimo, in cui la Russia massacra l’Ucraina, con morti e distruzione, leggo di emendamenti e ordini del giorno di nostri 'alleati' e vannacciani contro la difesa dell’Ucraina, in aula in settimana. Mi chiedo con quale coraggio, quale coscienza. Provo orrore.

Critiche sono arrivate anche dal segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha dichiarato:

virgolette
Il gruppo di Vannacci farà il suo esordio parlamentare con un emendamento che punta a disarmare Kiev e a dare mano libera all’invasione russa dell’Ucraina. Gli italiani pensavano che fosse un generale, invece è soltanto un soldatino di Putin. Spiace che sulla falsariga dell’emendamento filorusso di Vannacci, siano stati presentati anche emendamenti di forze dell’opposizione.

Sulla stessa linea Carlo Calenda, protagonista oggi di un duro scontro verbale con Roberto Vannacci:

virgolette
AVS, M5S e Vannacci votano contro gli aiuti all’Ucraina. Continuerete a fingervi morti Pd, Iv e altri associati del Campo largo? Il 21 io parto per l’Ucraina per onorare chi combatte da quattro anni per la libertà. Se non avete judo o pilates cari amici Matteo Renzi, Elly Schlein e co, potreste aggiungervi.

Ucraina, una frattura che viene da lontano (e Vannacci capitalizza)

In realtà, la posizione di M5S e AVS sull’invio di aiuti militari all’Ucraina non rappresenta una novità. Il tema è da sempre uno dei principali fattori di divisione all’interno della coalizione progressista.

A sorprendere, semmai, è il fatto che il neonato partito di Roberto Vannacci sia riuscito ad accreditarsi come principale portabandiera del “no” al decreto, un risultato che neppure la Lega era riuscita a ottenere.

Ieri il Movimento 5 Stelle ha provato a rivendicare la primogenitura della linea antibellicista:

virgolette
I nostri emendamenti e odg, i nostri interventi e le nostre piazze parlano per noi da anni; lo stesso non può dire chi mira a un restyling della propria immagine su Kiev e pacifismo dopo quattro anni di legislatura passati a votare la linea Meloni. Non presteremo il fianco e non legittimeremo questa operazione strumentale.

Sulla stessa linea AVS. Angelo Bonelli ha dichiarato:

virgolette
Noi come Avs abbiamo sempre avuto una posizione molto coerente. Noi con Vannacci non abbiamo nulla a che fare, perché non abbiamo nulla a che fare con i fascisti e con coloro i quali che vengono in questo Parlamento a portare istanze che non solo non ci rappresentano, ma che combatteremo.

 

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