Peggy Steffans, attrice e figura iconica del cinema erotico indipendente degli anni Sessanta, ci ha lasciati all’età di 87 anni.
Nota per il suo sodalizio artistico e sentimentale con il regista Joseph W. Sarno, Steffans ha attraversato il mondo del cinema come protagonista davanti e dietro la macchina da presa. La sua storia, fatta di amore, carriera e libertà artistica, ha segnato un’intera generazione di film erotici d’autore.
Ecco cosa sappiamo sulla causa della sua morte e sulla vita straordinaria di Peggy Steffans.
All’età di 87 anni si è spento uno dei volti più iconici nel cinema erotico indipendente degli anni Sessanta, Peggy Steffans, lasciando un vuoto nel mondo dello spettacolo e nel cuore dei suoi cari.
Con lei scompare non solo un volto iconico di un’epoca cinematografica controversa e rivoluzionaria, ma anche una donna che ha attraversato il cinema da protagonista, davanti e dietro la macchina da presa, lasciando un’impronta profonda e spesso sottovalutata.
La notizia è stata resa pubblica subito dopo il decesso, avvenuto venerdì al Mount Sinai Hospital di New York, dove Steffans era stata ricoverata nei giorni precedenti per un peggioramento delle condizioni respiratorie.
Secondo quanto riferito dal figlio, la perdita è stata "dolorosa ma serena", e la famiglia ha voluto sottolineare come Peggy abbia affrontato la malattia con la stessa dignità e determinazione che hanno contraddistinto la sua vita artistica e personale. In una breve dichiarazione, Matthew ha detto:
La conferma ufficiale fornita dal figlio e riportata dalla stampa americana ha messo fine a speculazioni e voci sui social, offrendo ai fan e agli appassionati di cinema un quadro chiaro e rispettoso di quanto accaduto.
Nata Peggy Silverman l’11 ottobre 1938 a New York, Steffans è cresciuta in una famiglia colta: la madre Phyllis era artista, il padre Matthew avvocato specializzato in diritto del lavoro. Dopo il diploma alla Bayside High School nel Queens, ha frequentato lo Skidmore College nello stato di New York, un college a Edimburgo e la prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra.
Tornata negli Stati Uniti, ha iniziato a farsi notare nel cinema d’autore e nel teatro. Nel 1963 interpreta, insieme a Shelia Finn, due versioni della stessa donna nel film "Hallelujah the Hills" di Adolfas Mekas, presentato al Festival di Cannes.
L’anno successivo approda a Broadway con "The Passion of Josef D.", scritto e diretto da Paddy Chayefsky. In quegli anni stringe una profonda amicizia con Polly Platt, futura scenografa candidata all’Oscar, dimostrando di essere immersa in un ambiente creativo vivace e stimolante.
La svolta arriva quando, mentre lavora come cameriera, le viene proposto un provino per il regista Joseph W. Sarno. Steffans sapeva che Sarno girava film erotici, ma non le dava fastidio. In un’intervista del 2013 al Telegraph, ha affermato: "Avevo la sensazione che il sesso e l’amore non avessero nulla a che fare l’uno con l’altro".
Accreditata spesso come Cleo Nova, diventa la musa di Sarno, recitando in numerosi film soft-porn in bianco e nero che oggi sono considerati cult. Tra i titoli più noti figurano "The Bed and How to Make It!", "The Sex Cycle", "Come Ride the Wild Pink Horse", "The Love Merchant", "Bed of Violence" e "Deep Inside".
Lavora anche in produzioni indipendenti, come "A Taste of Flesh", "Infidelity American Style" e "Justine", tutte del 1967.
La storia personale e artistica della coppia è stata così leggendaria da diventare protagonista nel documentario del 2013 "The Sarnos: A Life in Dirty Movies", diretto dal regista svedese Wiktor Ericsson. Il film dipinge un ritratto intimo e commovente dei due mentre tentano, senza successo, di realizzare un ultimo progetto insieme. Steffans all'epoca ha commentato:
Con la sua morte, se ne va una figura chiave di un cinema di confine, capace di unire provocazione, sensibilità e riflessione. Peggy lascia dietro di sé un’eredità cinematografica ricca, fatta di film cult, collaborazioni creative e una storia d’amore che continua a ispirare.
A sopravvivere a Peggy Steffans ci sono il figlio Matthew, montatore cinematografico, i nipoti Tom e Jane, il fratello Steve e la nuora Laura. La sua vita e il suo lavoro restano un esempio di passione, libertà e dedizione all’arte, ricordati da chi ha amato il cinema e da chi studia oggi la storia del cinema erotico indipendente.