Tragedia a Bordighera, in provincia di Imperia, dove la mattina di lunedì 9 febbraio 2026 una bimba di appena due anni, Beatrice, è stata trovata morta nella sua abitazione.
A lanciare l'allarme è stata la madre della piccola, una 43enne, che ha chiamato l'ambulanza. Gli operatori sanitari, intervenuti sul posto, hanno provato a rianimarla, purtroppo invano.
La testimonianza della donna, però, non ha convinto gli inquirenti: è stata arrestata con l'accusa di omicidio preterintenzionale.
Nel pomeriggio la donna, madre anche di altri due figlie di 10 e 9 anni, è stata interrogata dalla pm Veronica Meglio. Secondo quanto da lei riferito, nei giorni scorsi la figlia minore sarebbe caduta dalle scale, ma "stava bene".
Una versione però smentita dal medico legale, che avrebbe invece trovato segni di violenze sul corpo della bambina. Lividi ed ecchimosi causati anche con l'uso di oggetti contundenti.
Un orrore che ha portato all'arresto della donna.
Secondo quanto filtra dalla procura, la 43enne avrebbe negato ogni addebito. La donna ha riferito alla pm che ieri mattina era uscita, lasciando le bambine sole in casa. Quando è rientrata, si è accorta del peggioramento di Beatrice e ha subito chiamato i soccorsi.
La sua versione, oltre che dal medico legale, sarebbe stata smentita anche dall'analisi delle telecamere sui suoi spostamenti. Intanto è stata trasferita nella sezione femminile del carcere di Pontedecimo, a Genova.
Il legale dell'indagata, l'avvocato Laura Corbetto, ha riferito che sono stati chiesti i domiciliari presso l'abitazione del padre della donna, al momento sotto valutazione.
ha sottolineato il legale, come riporta l'Ansa.
I magistrati stanno procedendo a ulteriori accertamenti sul caso. Dalla Procura fanno sapere che sono in corso "molte altre indagini" per ricostruire l'accaduto. Verrà disposta l'autopsia sul corpo della piccola, che potrà chiarire l'origine dei traumi.
Nel frattempo ieri, fino a tarda notte, sono stati sentiti i parenti del padre della piccola Beatrice e delle altre due figlie della coppia. In un primo tempo sono state affidate ai nonni, in seguito ai servizi sociali.
Il padre è in carcere da agosto e pare che tra i genitori fosse in corso un contenzioso per l'affidamento delle bambine: la prossima udienza si sarebbe dovuta tenere a marzo.