Sabine Rockel, turista tedesca in vacanza con alcuni amici in Val Gardena, è stata trovata senza vita il 30 gennaio 2026 a Santa Cristina, in provincia di Bolzano.
Per due volte la donna aveva fatto perdere le proprie tracce: ma mentre la prima volta era stata trovata e riportata nel suo hotel senza problemi, la seconda le è risultata fatale.
L'autopsia ha stabilito che la causa del decesso è un arresto cardio-respiratorio, probabilmente dovuto ad assideramento. Intanto la Procura di Bolzano indaga contro ignoti per abbandono di incapace, in attesa degli esami tossicologici.
L'esame medico-legale sul corpo della donna, disposto dalla Procura di Bolzano, non ha rilevato ferite da violenza o colluttazione, escludendo quindi che siano intervenute terze persone. L'ipotesi è che la donna sia morta per un tragico incidente.
L'inchiesta resta aperta contro ignoti per abbandono di incapace, in attesa dei test tossicologici per verificare eventuali alterazioni psico-fisiche. Gli inquirenti dovranno chiarire se qualcuno avrebbe dovuto vigilare su di lei.
Sabine, originaria dello Schleswig-Holstein, era in vacanza a Selva di Val Gardena con alcuni amici, mentre marito e figlio erano rimasti in Germania.
La prima scomparsa era avvenuta il 26 gennaio: la donna si era allontanata dal sentiero e non era più rientrata nel suo hotel. Era stata ritrovata la mattina successiva dai vigili del fuoco, allertati dalle persone che erano con lei in viaggio.
Nonostante avesse trascorso la notte in un bosco con temperature fino a -11 gradi, era risultata in buone condizioni di salute.
Appena due giorni dopo, il 28 gennaio, la 64enne era sparita di nuovo.
Purtroppo le ricerche, questa volta, si sono concluse nel peggiore dei modi il 30 gennaio: la donna è stata ritrovata senza vita, parzialmente ricoperta di neve e priva di scarpe.