La storia di Andrea Mele è quella di un giovane che cercava indipendenza e nuove opportunità. Aveva 20 anni quando, nel 1981, partì verso Salvador-Bahia, in Brasile, senza sapere che quello sarebbe stato l’ultimo viaggio documentato della sua vita.
Originario di una famiglia italiana residente in Sud America, Andrea era uno studente di odontoiatria. Il suo desiderio era raggiungere l’Italia per lavorare, ma ostacoli burocratici e familiari lo spinsero a tentare altre strade.
Dal 9 maggio 1981, giorno dell’ultima telefonata alla madre, di lui non si è saputo più nulla.
Nell’aprile del 1981 Andrea decide di spostarsi verso Salvador, a circa duemila chilometri da San Paolo.
Con lui c’è un amico, conosciuto con il soprannome di “Bahiano”, al quale paga il biglietto della corriera in cambio della possibilità di essere ospitato una volta arrivato.
Prima della partenza prepara con cura ciò che gli serve per affrontare un periodo lontano da casa: uno zaino, un telone per dormire all’aperto, documenti utili per poter lavorare e una somma di denaro che avrebbe dovuto garantirgli autonomia per diversi mesi.
Durante il saluto, la madre nota un dettaglio particolare: sul dorso della mano sinistra il ragazzo ha una croce, forse tatuata. Un particolare che negli anni diventerà uno degli elementi utili per un eventuale riconoscimento.
Il 9 maggio 1981, in occasione della festa della mamma, Andrea chiama casa. È una telefonata breve ma rassicurante. Dice di stare bene e di essere impegnato a cercare lavoro.
Dopo quel contatto, però, tutto si interrompe.
Non arrivano più telefonate, lettere o segnalazioni certe. Nessuno tra amici o conoscenti riesce a fornire indicazioni sui suoi spostamenti successivi.
Negli anni successivi la madre non si arrende. Il caso viene rilanciato anche attraverso trasmissioni televisive brasiliane e appelli pubblici. Arrivano numerose segnalazioni da varie zone del Paese, ma nessuna porta a un riscontro concreto.
Per lungo tempo la foto di Andrea viene diffusa su giornali e volantini. Solo nel 1988 viene formalmente aperta un’inchiesta.
L’indagine, tuttavia, non porta a risultati e viene archiviata.
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