Il 23 aprile 1979 è una data che ha segnato profondamente la comunità di Villa Potenza, frazione di Macerata.
Quel giorno scomparve Sergio Isidori, cinque anni, allontanatosi da casa nel primo pomeriggio senza lasciare alcuna traccia.
A distanza di oltre quarant’anni, la vicenda continua a sollevare interrogativi, soprattutto per il contesto in cui avvenne: un pomeriggio apparentemente normale, scandito dalla vita familiare, dal lavoro e da un evento pubblico che aveva richiamato centinaia di persone nel paese.
Nel 2026 il caso resta uno dei più complessi tra le sparizioni infantili avvenute nelle Marche.
Quella mattina Sergio era stato accompagnato all’asilo dalla madre. Un vicino li aveva incontrati e ricordava chiaramente il bambino, che indossava un cappellino.
Nel pomeriggio, dopo essere rientrato a casa e aver fatto merenda, Sergio uscì per andare a giocare dietro casa, come era solito fare.
Disse alla madre che avrebbe raggiunto il fratello maggiore sotto casa, vicino all’officina del padre.
Era un’abitudine consolidata e non destò preoccupazione immediata.
Quel giorno a Villa Potenza si svolgevano i funerali del parroco. La zona attorno alla casa degli Isidori era piena di persone.
Il corteo funebre passò proprio davanti all’abitazione. La madre, affacciandosi alla finestra, non vide i figli, ma ritenne la cosa normale, pensando che stessero giocando altrove.
Quando il fratello rientrò da solo, scattò l’allarme.
Un camionista raccontò di aver visto Sergio giocare con altri bambini davanti all’officina. Un amico riferì invece di averlo visto allontanarsi con un altro bambino poco più grande.
Il giorno dopo arrivò una telefonata anonima, forse destinata per errore alla famiglia, con una richiesta di denaro.
Non vennero mai trovati riscontri concreti, le indagini proseguono ancora a distanza di cinquanta anni.