Il delitto di Novi Ligure è uno dei casi di cronaca nera che più hanno sconvolto l’opinione pubblica italiana nei primi anni Duemila. La vicenda, che ha coinvolto la giovane Erika De Nardo e il fidanzato Omar Favaro, ha lasciato un segno profondo per la brutalità dei fatti e per l’età dei protagonisti. Ancora oggi molte persone cercano di capire cosa sia successo davvero quella notte.
Nel febbraio 2001, a Novi Ligure, vennero trovati senza vita la madre e il fratellino di Erika De Nardo all’interno della loro abitazione. In un primo momento si ipotizzò l’irruzione di estranei, ma con il proseguire delle indagini emersero elementi che portarono a una verità molto diversa. Le indagini rivelarono infatti che i responsabili del duplice omicidio erano proprio Erika e Omar.
Gli investigatori notarono incongruenze nel racconto iniziale fornito da Erika. Sottoposta a interrogatorio, la ragazza finì per confessare il delitto insieme al fidanzato. La confessione sconvolse l’opinione pubblica, che fino a quel momento aveva seguito il caso con un’altra convinzione.
Il processo evidenziò la premeditazione del gesto e il coinvolgimento diretto di entrambi i giovani. Erika e Omar furono condannati a pene detentive, tenendo conto della loro minore età al momento dei fatti. Il caso aprì un grande dibattito sulla responsabilità penale dei minori e sull’influenza dei rapporti affettivi nelle dinamiche criminali.
Il delitto di Novi Ligure ha colpito profondamente l’opinione pubblica per il contesto familiare e per l’età dei responsabili. L’idea che un crimine così grave fosse stato compiuto all’interno della famiglia da una figlia adolescente rese la vicenda particolarmente scioccante.
Capire cosa è successo davvero nel delitto di Novi Ligure significa confrontarsi con una vicenda che ha segnato la cronaca italiana. I nomi di Erika De Nardo e Omar Favaro restano legati a uno dei casi più discussi e dolorosi degli ultimi decenni.
A cura di Giulia Beshay