Non c'è verso di cambiare canale: da anni, ormai, da quando il centrodestra di Giorgia Meloni è andato al potere, il centrosinistra non fa altro che gridare allo scandalo per ciò che accade in Rai.
Sulla tv di Stato, a detta dell'opposizione, c'è troppa destra. Tra nomine e programmi, l'ingerenza della parte politica che sta al potere è più che mai evidente.
Così ha ribattezzato la Rai "TeleMeloni". E, soprattutto in questi giorni, è sulle barricate.
Prima per il caso-Ghali, scoppiato venerdì scorso durante la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Milano-Cortina; poi per il caso-Pucci, "l'unico comico di destra" che proprio in seguito alle polemiche della sinistra sull'opportunità di chiamarlo a condurre con Carlo Conti una serata del prossimo Festival di Sanremo, ha rinunciato alla ribalta nazionalpopolare per eccellenza.
Oggi, a spiegare perché il centrosinistra è con il coltello tra i denti su questo fronte è Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
Quando accende la televisione, da tre anni e mezzo, il centrosinistra si sintonizza automaticamente su "TeleMeloni". Sui canali Rai, vede la longa manus della premier dappertutto: nei tg come nelle trasmissioni di approfondimento, dai talk fino alle fiction.
Ma perché? Oggi, a tentare di spiegarlo al Corriere della Sera, è stata Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
Intervistata da Maria Teresa Meli, l'ha messa così:
In quel caso, anche la telecronaca è entrata nel tritacarne delle polemiche.
Ma tant'è: oggi, il punto della questione è se il diritto degli italiani ad avere un'informazione pluralista e libera, non solo sulla Rai, sia garantito.
Per i giornali di destra, sì. Tant'è che ricordano che i palinsesti della tv pubblica contemplano anche Geppi Cucciari, Marco Damilano, Giorgio Zanchini, Serena Bortone: tutti dichiaratamente (o meno) simpatizzanti della sinistra.
Ma per il Pd? I dem sono preoccupati per il diritto all'informazione? Braga ha risposto così:
In ogni caso: censura (ammesso e non concesso che ci sia stata) chiama censura.
Come definire altrimenti il polverone alzato dal Pd e dagli altri partiti del centrosinistra contro la partecipazione di Pucci a Sanremo?
Sempre Braga ha risposto sul caso del comico che ha rinunciato all'Ariston:
Non vale neppure il fatto che Pucci abbia detto che "fascista" sia una parola che non dovrebbe essere più usata:
ha messo a verbale Braga. Come dire: la censura della destra è cattiva; quella della sinistra è sacrosanta.