09 Feb, 2026 - 12:45

Da Ghali al caso-Pucci, perché il centrosinistra crede che la Rai sia diventata "TeleMeloni"

Da Ghali al caso-Pucci, perché il centrosinistra crede che la Rai sia diventata "TeleMeloni"

Non c'è verso di cambiare canale: da anni, ormai, da quando il centrodestra di Giorgia Meloni è andato al potere, il centrosinistra non fa altro che gridare allo scandalo per ciò che accade in Rai. 

Sulla tv di Stato, a detta dell'opposizione, c'è troppa destra. Tra nomine e programmi, l'ingerenza della parte politica che sta al potere è più che mai evidente.

Così ha ribattezzato la Rai "TeleMeloni". E, soprattutto in questi giorni, è sulle barricate.

Prima per il caso-Ghali, scoppiato venerdì scorso durante la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Milano-Cortina; poi per il caso-Pucci, "l'unico comico di destra" che proprio in seguito alle polemiche della sinistra sull'opportunità di chiamarlo a condurre con Carlo Conti una serata del prossimo Festival di Sanremo, ha rinunciato alla ribalta nazionalpopolare per eccellenza.

Oggi, a spiegare perché il centrosinistra è con il coltello tra i denti su questo fronte è Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.

Perché il centrosinistra accende "TeleMeloni", da Ghali a Pucci

Quando accende la televisione, da tre anni e mezzo, il centrosinistra si sintonizza automaticamente su "TeleMeloni". Sui canali Rai, vede la longa manus della premier dappertutto: nei tg come nelle trasmissioni di approfondimento, dai talk fino alle fiction.

Ma perché? Oggi, a tentare di spiegarlo al Corriere della Sera, è stata Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.

Intervistata da Maria Teresa Meli, l'ha messa così:

virgolette
C'è un controllo soffocante della destra sulla televisione pubblica. Faccio due esempi. Le immagini delle contestazioni a Meloni in Sicilia le ha trasmesse La7, non certo la Rai. E tre giorni fa un artista come Ghali, alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, è stato di fatto silenziato perché trasmetteva un messaggio non gradito a chi oggi ha il potere. Questo controllo opprimente sulla Rai non solo lede un principio democratico, ma fa anche un danno all'azienda pubblica televisiva. Quando si mortificano la competenza e la professionalità per premiare l'appartenenza politica, crollano gli ascolti e si assiste a scene imbarazzanti come quella di Petrecca alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali

In quel caso, anche la telecronaca è entrata nel tritacarne delle polemiche.

La libertà d'informazione

Ma tant'è: oggi, il punto della questione è se il diritto degli italiani ad avere un'informazione pluralista e libera, non solo sulla Rai, sia garantito.

Per i giornali di destra, sì. Tant'è che ricordano che i palinsesti della tv pubblica contemplano anche Geppi Cucciari, Marco Damilano, Giorgio Zanchini, Serena Bortone: tutti dichiaratamente (o meno) simpatizzanti della sinistra.

Ma per il Pd? I dem sono preoccupati per il diritto all'informazione? Braga ha risposto così:

virgolette
Il governo Meloni, come stiamo vedendo con il pacchetto sicurezza, ha un solo obiettivo, quello di silenziare il dissenso. Ma anche la critica che passa per gli organi di informazione liberi e autonomi dalla politica. D'altro canto, c'è anche il chiarissimo intento di orientare quelli che sono i temi di cui si discute per oscurare le questioni scomode. Così, per un'intera giornata, si parla di Sanremo e non dei fallimenti di questo governo

In ogni caso: censura (ammesso e non concesso che ci sia stata) chiama censura. 

Come definire altrimenti il polverone alzato dal Pd e dagli altri partiti del centrosinistra contro la partecipazione di Pucci a Sanremo?

Sempre Braga ha risposto sul caso del comico che ha rinunciato all'Ariston:

virgolette
Il problema non è se è di destra o di sinistra. Il problema è costituito dai messaggi che vengono veicolati da un palco importante come quello di Sanremo. Se per far ridere non si utilizza l'ironia ma battute omofobe, sessiste e razziste mi sembra più che legittimo sollevare critiche, anche dure

Non vale neppure il fatto che Pucci abbia detto che "fascista" sia una parola che non dovrebbe essere più usata:

virgolette
Come è noto, il fascismo ha segnato la storia del nostro Paese e non più tardi di una settimana fa c'era chi voleva portare dentro le istituzioni chi si richiama a quella ideologia che, purtroppo, non è stata sconfitta ed è legittimo che ci sia una reazione a questa deriva. Tanto più quando coinvolge il servizio pubblico televisivo

ha messo a verbale Braga. Come dire: la censura della destra è cattiva; quella della sinistra è sacrosanta. 

 

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