La rinuncia di Andrea Pucci a Sanremo è diventata un caso politico. E non solo perché commentata immediatamente sui social dalla premier Giorgia Meloni.
Oggi, ad esempio, Mario Sechi corre in suo soccorso aprendo l'edizione di Libero con questo titolo:
Ma non solo: dedicando al comico milanese anche il suo editoriale in prima pagina.
Il direttore svela che con Pucci ha un rapporto personale, in quanto l'ha voluto alla festa dei 25 anni di Libero. E che, secondo lui, è una vittima del sistema mainstream che impera nel mondo dello spettacolo e della politica woke tipica della sinistra.
Mario Sechi sostiene che, a differenza di quello che hanno fatto credere da sinistra, Pucci "è una delle persone più gentili, educate e spiritose che abbia mai conosciuto".
Il direttore parla per diretta esperienza, perché ha avuto modo di conoscerlo di persona:
Sechi ricorda battute, gag, canzoni (italiane). Ma soprattutto che "non ci fu niente di volgare, di sessista, di razzista, di omofobo, di destra o di sinistra, di progressista o di sovranista":
Col senno del poi, considerato ciò che è accaduto in questi giorni che l'ha costretto a rinunciare al palco del Festival di Sanremo, è questo che costituisce il suo vero "scandalo".
Per Mario Sechi, proprio questo modo di intendere il mestiere di Pucci è stato determinante per lo "scandalo" che ha suscitato e la sua conseguente rinuncia all'Ariston.
Per questo, il direttore di Libero attacca il sistema-Sanremo, ricordando le partecipazioni di Luciana Littizzetto, Rula Jebreal, Fedez e Rosa Chemical per le quali nessuno ha avuto nulla da ridire: