È una storia segnata da fragilità personali e contesti sociali complessi quella di Patrizia Scarpa, 20 anni, scomparsa da Torino nel 1993.
Una vicenda che nel tempo ha generato segnalazioni, ipotesi e piste mai definitivamente confermate.
Cresciuta in un ambiente familiare difficile, Patrizia era seguita dai servizi sociali. L’adolescenza era stata segnata dalla tossicodipendenza e dalla frequentazione delle aree più problematiche del centro cittadino.
Dal 1993, però, ogni traccia concreta della ragazza si perde.
Patrizia cresce in un contesto familiare complesso. Gli assistenti sociali seguono per anni l’intero nucleo familiare, cercando di offrire supporto e stabilità.
Durante l’adolescenza entra nel circuito della tossicodipendenza. Frequenta stabilmente zone come Porta Nuova e i Murazzi, aree in cui, negli anni Novanta, si concentravano fenomeni legati allo spaccio e al disagio giovanile.
Nonostante le difficoltà, gli operatori che l’hanno seguita la ricordano come una ragazza intelligente e con buone potenzialità.
Nel 1993 si perdono completamente le tracce di Patrizia. Nel tempo emerge una voce mai verificata: una giovane sarebbe stata investita da un’auto mentre scappava da una comunità terapeutica.
Il fratello teme che possa trattarsi di lei, ma non emergono conferme ufficiali.
Dal punto di vista amministrativo la situazione resta incerta: per l’anagrafe centrale risulta viva ma senza fissa dimora, mentre per la questura è considerata scomparsa.
Dopo alcune trasmissioni televisive dedicate al caso arrivano segnalazioni da Torino, in particolare nelle zone di San Salvario, Murazzi, Porta Nuova e via Nizza.
Alcuni testimoni parlano di una ragazza in condizioni di forte disagio che potrebbe essere Patrizia. Successive verifiche portano però a individuare una persona solo somigliante.
Le ricerche ripartono più volte, ma senza esiti definitivi.