Mohamed, bambina di appena un anno, sparita alla fine di gennaio 1999 insieme alla madre e al fratellino dopo un viaggio da Genova a Roma.
Una storia che si inserisce nel contesto delle migrazioni degli anni Novanta e che, a distanza di oltre vent’anni, resta senza risposte certe.
La scomparsa della piccola è strettamente legata a quella della madre Safia Mohamud Mohamed, arrivata in Italia pochi anni prima dalla Somalia e impegnata nel tentativo di costruire una nuova vita per sé e per i propri figli.
Dopo il trasferimento temporaneo nella Capitale, ogni contatto con familiari, conoscenti e operatori sociali si è interrotto improvvisamente.
Da allora non sono mai emerse segnalazioni verificate o informazioni in grado di chiarire cosa sia accaduto alla famiglia.
La madre della bambina era arrivata in Italia nel 1994, in un periodo caratterizzato da consistenti flussi migratori provenienti dal Corno d’Africa. Dopo alcuni anni di permanenza nel Paese, dal 1998 viveva a Genova, presso il centro di solidarietà Auxilium, insieme ai suoi due figli.
Secondo quanto ricostruito, la donna stava cercando di stabilizzare la propria posizione, affrontando difficoltà legate ai documenti, al lavoro e all’integrazione sociale. Il centro rappresentava un punto di riferimento importante, garantendo assistenza abitativa e supporto sociale.
Il 19 gennaio 1999 la donna decide di partire per Roma con i bambini per incontrare alcuni parenti. Il viaggio non aveva inizialmente suscitato particolari preoccupazioni tra chi la conosceva.
Il 25 gennaio la donna contatta il centro di accoglienza, rassicurando sul fatto che sarebbe rientrata entro pochi giorni. Si tratta dell’ultima comunicazione considerata normale e priva di elementi di allarme.
Intorno al 28 gennaio, però, la donna parla con un’amica e appare agitata. Secondo quanto raccontato successivamente, era preoccupata per problemi burocratici e per la situazione familiare, in particolare per le difficoltà legate al possibile ricongiungimento con la madre rimasta in Africa.
Dopo quell’ultima telefonata ogni contatto si interrompe improvvisamente.
Dalla fine di gennaio 1999 non si hanno più notizie della donna e dei suoi figli. Non risultano spostamenti registrati, né accessi a strutture ufficiali o segnalazioni confermate.
Le ricerche avviate all’epoca non hanno portato a risultati concreti. L’assenza di strumenti di tracciamento diffusi come oggi e la mobilità legata ai contesti migratori hanno reso particolarmente difficile ricostruire eventuali spostamenti.
La scomparsa della piccola Manuela resta ancora oggi senza spiegazione.
