08 Feb, 2026 - 10:21

Giovanni Mohamud Mohamed scomparso a Roma: ricerche ancora attive

Giovanni Mohamud Mohamed scomparso a Roma: ricerche ancora attive

È una scomparsa che, a distanza di anni continua a rimanere senza risposte definitive quella di Giovanni Mohamud Mohamed, bambino somalo di appena cinque anni, sparito insieme alla madre alla fine degli anni Novanta.

Una vicenda che si inserisce in un contesto migratorio complesso, fatto di spostamenti continui, difficoltà burocratiche e fragilità personali, elementi che hanno reso particolarmente difficile ricostruire con precisione i fatti.

All’epoca della scomparsa, la donna stava cercando di costruire una nuova vita in Italia dopo essere fuggita dalla Somalia, mentre cresceva da sola i figli in una situazione economica e sociale complicata.

Il trasferimento temporaneo a Roma, che inizialmente sembrava un normale viaggio per incontrare parenti, si è trasformato nel punto in cui le tracce della famiglia si sono definitivamente interrotte.

Giovanni Mohamud Mohamed scomparso a Roma: l'arrivo al centro di accoglienza

La madre di Giovanni era arrivata in Italia nel 1994, in un periodo in cui molti cittadini somali cercavano protezione e nuove opportunità di vita in Europa.

Dopo un primo periodo di assestamento, dal 1998 viveva a Genova all’interno del centro di solidarietà Auxilium, insieme ai suoi due figli.

Secondo quanto ricostruito all’epoca, la donna stava cercando di stabilizzarsi, affrontando le difficoltà tipiche di chi deve ricostruire una vita in un nuovo Paese: documenti, lavoro, integrazione e gestione quotidiana dei figli.

Non risultavano situazioni di particolare criticità nei mesi precedenti al viaggio verso Roma. La permanenza nel centro sembrava aver garantito un minimo di stabilità, almeno dal punto di vista abitativo e assistenziale.

Il viaggio verso la Capitale, quindi, non aveva inizialmente destato particolari preoccupazioni tra gli operatori e le persone che conoscevano la donna.

Il viaggio a Roma e le ultime comunicazioni

Il 19 gennaio la donna si era spostata a Roma insieme ai figli per incontrare alcuni parenti. Nei giorni successivi aveva mantenuto contatti con il centro di accoglienza.

Il 25 gennaio aveva telefonato comunicando l’intenzione di rientrare entro pochi giorni, lasciando intendere che la permanenza nella Capitale fosse temporanea.

Successivamente, intorno al 28 gennaio, aveva contattato un’amica. Durante quella conversazione appariva agitata.

Secondo il racconto dell’amica, la donna era preoccupata per alcuni problemi legati ai permessi e per la situazione familiare, in particolare per la difficoltà nel ricongiungersi con la madre rimasta in Africa.

Dopo quell’ultima telefonata ogni comunicazione si è interrotta improvvisamente. Non risultano altre chiamate, né messaggi o contatti con conoscenti.

Ricerche senza esito

Dalla fine di gennaio 1999 non si hanno più notizie della donna e dei suoi figli. Non risultano spostamenti documentati, accessi a strutture ufficiali o segnalazioni confermate.

Le ricerche avviate all’epoca non hanno portato a risultati concreti. L’assenza di strumenti tecnologici diffusi come oggi, unita alla mobilità tipica dei flussi migratori di quegli anni, ha reso estremamente difficile ricostruire eventuali spostamenti successivi.

Nel tempo non sono emerse segnalazioni attendibili né elementi investigativi in grado di riaprire concretamente il caso.

La vicenda resta ancora oggi irrisolta e rappresenta uno dei tanti casi di scomparsa legati a percorsi migratori complessi e spesso difficili da tracciare nel lungo periodo.

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