Niente è come sembra e questo film ce lo mostra fin troppo bene. “Serenity - L’isola dell’inganno” è il thriller mystery del 2019 scritto e diretto da Steven Knight, con protagonista Matthew McConaughey affiancato da Anne Hathaway, Jason Clarke, Diane Lane, Djimon Hounsou e Jeremy Strong.
Al centro della vicenda abbiamo Baker Dill, capitano di una barca da pesca su una remota isola tropicale chiamata Plymouth Island, la cui routine viene stravolta dall'ex moglie, che gli chiede di uccidere il suo violento nuovo marito durante un’uscita in mare, offrendogli 10 milioni di dollari.
Quello che all'inizio ci sembra un noir sensuale con venature da thriller diventa presto un racconto metanarrativo sulla natura della realtà. Il colpo di scena, poi, ribalta completamente il senso dell’intera storia.
Ecco il trailer del film:
Nel terzo atto si scopre che Baker Dill non è un vero pescatore, ma il protagonista di un videogioco creato dal figlio Patrick, un ragazzo geniale che vive nel mondo reale con la madre Karen e il patrigno violento Frank. Il vero nome di Baker è John Mason, marine morto in Iraq nel 2006, che Patrick ha “resuscitato” in forma digitale a partire dal ricordo di una gita di pesca fatta da bambino.
Si capisce che Plymouth Island è quindi una simulazione: tutti gli abitanti sono intelligenze artificiali, e la missione di Baker cambia quando Patrick, esasperato dalle violenze del patrigno, modifica il codice del gioco per spingerlo a uccidere Frank. Il misterioso Reid Miller, l’uomo che dice “I am the rules”, è una sorta di rappresentante del sistema che cerca di riportare Baker entro i limiti del programma, ricordandogli che non dovrebbe deviare dalla sua routine.
Baker però sviluppa una propria forma di volontà e decide di seguire il nuovo “obiettivo”, portando Frank in mare ubriaco e facendolo trascinare in acqua durante una battuta di pesca, completando così la missione omicida nel videogioco. In parallelo, nel mondo reale, Patrick trova finalmente il coraggio di affrontare il patrigno e lo uccide accoltellandolo con il coltello appartenuto al padre, venendo poi affidato alla custodia della madre in attesa di processo.
Nel finale, Patrick crea una nuova versione del gioco in cui può ricongiungersi con la figura digitale del padre su Plymouth Island, immaginando un futuro in cui i due possono stare finalmente insieme, lontani dalla violenza.
Plymouth Island, l’isola fuori dal mondo in cui vive Baker Dill, non esiste davvero: per darle vita la produzione ha scelto Mauritius, paradiso tropicale nell’Oceano Indiano che nel film raddoppia la fittizia località. Le riprese principali si sono svolte a partire da luglio 2017.
Il set portuale è stato costruito appositamente nella cittadina di Trou-aux-Biches, sulla costa nord dell’isola, famosa proprio per le sue spiagge bianche.
Il film, poi, sfrutta alcune delle location più famose di Mauritius. Tra queste, il faro di Albion (Pointe aux Caves Lighthouse), la chiesa rossa di Cap Malheureux e l’area del Rempart Mountain vicino a Tamarin, dove vediamo le peregrinazioni di Baker. Alcune scene d’albergo sono state girate al Royal Palm Beachcomber, il resort di lusso.