L'annuncio di Carlo Conti su Andrea Pucci come co-conduttore del Festival di Sanremo 2026 ha scatenato un'ondata di polemiche che travalica lo spettacolo, diventando un fronte politico acceso.
Ancora oggi, social e istituzioni politiche ribollono di critiche per le posizioni del comico definite di estrema destra.
La scelta di Andrea Pucci per la serata di giovedì 26 febbraio del prossimo Festival di Sanremo ha provocato reazioni immediate sui social, dove è stato coniato il termine "tassa TeleMeloni" per accusare Rai e governo di allineamento ideologico.
I parlamentari del Pd impegnati nella Commissione Vigilanza Rai hanno chiesto spiegazioni ai vertici televisivi, definendo Pucci "palesemente di destra, fascista e omofobo".
I dem hanno ricordato le sue battute su Tommaso Zorzi ed Elly Schlein, ad esempio, considerate sessiste e razziste.
Pucci, che si autodefinisce "l'unico comico di destra" e che ha ricevuto l'Ambrogino d'oro, l'onorificenza più importante della sua Milano (per i maligni grazie alla leghista Silvia Sardone), incarna per l'opposizione un'ingerenza bella e buona del governo sul servizio pubblico televisive.
Come dire: dalle parti del Nazareno nessuno ha dimenticato quando descrisse Elly Schlein come un mix di Alvaro Vitali e Pippo Franco: bullismo più che comicità.
E così: le proteste sui social enfatizzano il suo repertorio "politicamente scorretto". Quando Frattelli d'Italia vinse le elezioni, ad esempio, salutò le "zecche" di sinistra.
Fatto sta che non manca nemmeno chi difende Pucci: per questi ultimi, ogni comico è libero di esprimersi come meglio vuole. Ma l'opposizione vede nella chiamata di Conti solo un segnale di deriva autoritaria del governo. Tant'è che chiede chiarimenti nelle sedi istituzionali.
Fatto sta che, al di là di Pucci, non è certo la prima volta che a Sanremo un caso finisce per essere anche politico.
Solo per citarne alcuni più recenti, nel 2024, Ghali, con "Casa mia", criticò confini e bombardamenti, mentre Dargen D'Amico toccò temi politici, scatenando accuse di eccessiva politicizzazione.
All'epoca, Amadeus invocò "la politica fuori da Sanremo", ma la destra protestò per gli ospiti schierati a sinistra come Saviano e Fedez. All'epoca, il governo, incambio, ottenne la commemorazione delle foibe...
Nel 2025, poi, prima il Tar Liguria dichiarò illegittimo l'affidamento del Festival alla Rai, poi emersero polemiche sui silenzi sulle guerre in Ucraina e a Gaza oltre che sull'immigrazione.
In sala stampa, spaccò l'opinione pubblica anche la domanda rivolta ai conduttori "siete antifascisti?". C'è da giurare che quest'anno questa domanda verrà rivolta anche ad Andrea Pucci. Lui, nel frattempo, si è portato avanti così