È una scomparsa che, nonostante il passare degli anni, continua a restare avvolta nell’incertezza quella di Vladimira Boicheva, conosciuta anche con il soprannome di Valentina, 33 anni al momento della sparizione.
La donna viveva in Italia da diversi anni, dove si era trasferita per lavorare e costruire una stabilità economica, mantenendo però un legame costante con la famiglia rimasta in Bulgaria.
La sua vita si divideva tra il lavoro e i contatti con i propri cari, in particolare con la figlia, che sentiva frequentemente nonostante la distanza. Proprio per questo motivo, la brusca interruzione delle comunicazioni ha subito fatto scattare l’allarme tra i familiari.
La scomparsa è avvenuta in Puglia nel 2007, in un momento in cui la donna stava affrontando un cambiamento lavorativo. Da allora non sono mai emerse segnalazioni certe o elementi utili a ricostruire con precisione cosa possa esserle accaduto.
A distanza di tempo, il suo caso resta uno di quelli che continuano a pesare sul tempo e sulla memoria di chi la conosceva.
Vladimira era arrivata in Italia circa tre anni e mezzo prima della scomparsa, nel Belpaese alla ricerca di fortuna.
Aveva trovato lavoro come baby-sitter, svolgendo un’attività che le permetteva di mantenersi e di aiutare economicamente la famiglia.
In Bulgaria aveva lasciato il marito e una figlia. Nonostante la distanza geografica, cercava di mantenere un rapporto costante con la bambina, contattandola spesso telefonicamente.
Anche la madre della donna si trovava in Italia per lavoro, da circa due anni, anche se non vivevano nella stessa zona.

Nel periodo immediatamente precedente alla scomparsa, la donna aveva comunicato di aver cambiato famiglia presso cui lavorava e di essersi trasferita in Puglia.
Le ultime telefonate con la madre risalgono ai giorni precedenti al primo marzo, data che rappresenta l’ultimo contatto certo.
Durante quelle conversazioni, Vladimira aveva raccontato del nuovo lavoro e del trasferimento, senza far trasparire particolari preoccupazioni o difficoltà.
Anche il marito, rimasto in Bulgaria, non ha più ricevuto notizie. La situazione ha portato alla presentazione di una denuncia nel Paese d’origine, nella speranza di attivare ricerche coordinate anche a livello internazionale.
Nel corso degli anni non sono emerse segnalazioni attendibili né informazioni concrete sui suoi possibili spostamenti successivi.
Non è mai stato possibile stabilire con certezza se la donna abbia lasciato volontariamente il territorio o se sia accaduto qualcosa dopo l’ultimo contatto con i familiari.
Il caso resta ancora oggi aperto e senza una spiegazione definitiva, segnato da interrogativi rimasti senza risposta.