L’addio del generale Roberto Vannacci alla Lega continua a rimestare le acque all’interno del partito e della maggioranza di Governo.
Con l’adesione dell’ex deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo, il nuovo partito di Vannacci, “Futuro Nazionale” ha messo il primo piede nel Parlamento italiano.
Il gruppo dei cosiddetti “vannacciani” alla Camera, però, sembra destinato ad allargarsi nel giro di poche ore. Rumors sempre più insistenti indicano come potenzialmente vicini al generale anche altri deputati del centrodestra e, in particolare, della Lega.
Tra i nomi circolati con maggiore insistenza nelle ultime ore figurano quelli dei leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso.
I due non confermano, ma proprio questa mattina hanno annunciato la presentazione di un emendamento congiunto contro l’invio di armi a Kiev, in vista dell’approdo in Aula del Dl Ucraina. Non solo: hanno anche reso noto un ordine del giorno presentato insieme a Emanuele Pozzolo, con cui si chiede al governo di destinare quelle risorse agli italiani.
Questa mattina, Ziello e Sasso hanno illustrato ai cronisti a Montecitorio la loro decisione di presentare un emendamento al Dl Ucraina per la ''soppressione totale dell'impegno da parte del governo dell'autorizzazione all'invio di nuove forniture e equipaggiamenti militari a favore delle autorità governative di Kiev".
La prossima settimana il decreto approderà alla Camera per la conversione in legge, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri arrivato a metà gennaio. I due deputati della Lega avevano già votato la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina in aperto disaccordo con l’indicazione del partito.
Alla domanda se un’eventuale bocciatura dell’emendamento da parte del centrodestra possa rappresentare il pretesto o l’occasione per aderire a “Futuro Nazionale”, i due parlamentari non hanno smentito:
“Ne prenderemo atto, vedremo, del doman non v'è certezza'', hanno detto citando il celebre verso de Il trionfo di Bacco e Arianna di Lorenzo il Magnifico.
Entrambi hanno comunque escluso una spaccatura nella Lega, ribadendo come l’emendamento sia coerente con la linea sostenuta dal partito per mesi, ossia la necessità di fermare l’invio di armi a Kiev. Una posizione che, tuttavia, si è ammorbidita proprio in occasione dell’approvazione del decreto in Consiglio dei Ministri.
dichiara Ziello.
aggiunge Sasso.
Sull'ipotesi di uscita dalla Lega rimangono più cauti:
"A me non risulta nessuna scissione" dichiara Ziello.
si sono limitati a replicare.
Quella sulle armi a Kiev non rappresenta, però, il primo momento di tensione interna per Sasso e Ziello.
ha osservato Sasso.
Entrambi hanno chiarito che la decisione del generale Vannacci di lasciare la Lega è stata per loro una sorpresa, così come lo erano stati altri episodi che hanno segnato recenti frizioni interne:
Un elenco che richiama direttamente alcuni dei momenti di maggiore distanza tra Vannacci e il partito nell’ultimo mese.
Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari.
E su eventuali provvedimenti di espulsione sottolinea:
Sasso e Ziello, tuttavia non sono i soli nomi su cui si stanno concentrando i rumors delle ultime ore. Voci che se dovessero trovare riscontro nei fatti garantirebbero a Vannacci un ampio seguito in Parlamento.
A meno di 48 ore dall’annuncio dell’addio ha già cominciato a raccogliere consensi e adesioni, mentre in Europa dopo l’espulsione dal gruppo dei Patrioti AfD, il partito di estrema destra tedesco, sarebbe pronto ad accoglierlo nel suo gruppo, Europa delle Nazioni Sovrane (ENS).