Gli ambasciatori dell’Unione europea hanno approvato un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, destinato a sostenere sia il bilancio dello sato sia le esigenze militari nel biennio 2026-2027.
Gli ambasciatori dell'UE hanno concordato, il 4 febbraio 2026, un prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, destinato a far fronte alle esigenze finanziarie e militari del paese nel biennio 2026-2027.
Il piano di prestito assegna all’Ucraina 30 miliardi di euro per il bilancio generale e 60 miliardi per armamenti e munizioni.
Bruxelles si impegna ad erogare la prima parte del pagamento all'inizio di aprile, al fine di garantire che gli aiuti stranieri a Kiev non subiscano tagli improvvisi.
"L'accordo di oggi dimostra che l'Ue continua ad agire con decisione a sostegno dell'Ucraina e del suo popolo. Il nuovo finanziamento contribuirà a garantire la resistenza del Paese di fronte all'aggressione russa", ha affermato Makis Keravnos, ministro delle Finanze cipriota, paese che detiene la presidenza UE.
Alcuni aspetti del prestito sono ancora da definire, tra cui l’accordo sui requisiti per il pagamento all’Ucraina, considerato il nodo principale da risolvere prima di procedere al finanziamento. I legislatori dell’UE devono ancora concordare le condizioni che l’Ucraina deve soddisfare per ricevere i fondi.
Uno dei punti cruciali riguarda come Kiev potrà spendere i fondi destinati. La Francia ha sostenuto che l'Ucraina dovrebbe acquistare la maggior parte delle forniture dai fornitori del blocco e limitare al minimo gli acquisti al di fuori dell’Unione. Alcuni paesi, come Germania, Paesi Bassi e le nazioni scandinave, hanno invece sostenuto di concedere maggiore flessibilità decisionale a Kiev.
La soluzione concordata consiste in un meccanismo di approvvigionamento flessibile per armi e munizioni: priorità agli acquisti in Ucraina, nell’UE e nei paesi associati come Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Se l’equipaggiamento non è disponibile in queste aree, Kiev potrà rivolgersi ad altri mercati, ad esempio gli Stati Uniti.
Inoltre, paesi con partenariati di sicurezza e difesa con il blocco, come Regno Unito, Canada, Corea del Sud e Giappone, potranno accedere alla priorità di acquisto a condizione di contribuire in maniera “equa e proporzionata” ai costi del prestito.
Il prestito era stato concordato a dicembre 2025 a Bruxelles e prevede un finanziamento attraverso emissione di debito comune. L’accordo include l’esenzione per Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca dagli obblighi finanziari, mentre gli altri 24 stati membri contribuiranno a coprire i costi legati all’accordo.
Si tratta di un prestito salvavita, pensato per ridurre il divario di bilancio di Kiev. Il Parlamento europeo dovrà ora esaminare le modifiche in attesa dell’approvazione definitiva dell’accordo.