I sondaggi danno il fronte del No in gran recupero rispetto al Sì al referendum sulla riforma della giustizia targata Carlo Nordio. E Marco Travaglio, una spiegazione, per questa remuntada, ce l'ha:
scrive oggi il direttore del Fatto Quotidiano riferendosi ai commenti post fatti di Torino: in particolare, alle decisioni del tribunale di liberare gli arrestati dalle forze dell'ordine per gli scontri contro la polizia.
E comunque: al fronte del No alla riforma Nordio piace vincere facile, sostiene Travaglio:
Questa veemente accusa del direttore deriva dal fatto che il centrodestra e chi sta al governo "devono convincere gli italiani a votare Sì per separare le carriere ed evitare che i giudici diano sempre ragione ai pm in quanto colleghi". Ma, di fatto, fanno l'opposto:
Per Travaglio, l'attualità politica è ricca di spunti per esemplificare questo cortocircuito. C'è il caso Garlasco, ad esempio:
Come dire: per Travaglio, nel mondo della giustizia, già c'è tutto e il contrario di tutto, già è rarissimo che due giudici la pensino uguale. Che bisogno c'è di rischiare di ampliare queste divergenze con la separazione delle carriere?
Nel frattempo, che Governo e centrodestra vadano in tilt lo dimostra anche il caso Askatasuna.
Per Travaglio, non si può essere per il Sì alla riforma Nordio e contemporaneamente criticare le scelte del tribunale di Torino di non confermare le misure restrittive nei confronti di chi è accusato dei disordini di Torino:
Insomma: "chi vuole separare le carriere dovrebbe stare alla larga dal caso Askatasuna, per non darsi la zappa sui piedi", sostiene Travaglio.
Ma, da Salvini a Gasparri, si è levato tutto un coro di vergogna per commentare le decisioni del tribunale di Torino: