05 Feb, 2026 - 10:40

I picchiatori di Torino sono già tutti liberi e a casa: la rabbia di Mario Sechi

I picchiatori di Torino sono già tutti liberi e a casa: la rabbia di Mario Sechi

Nel giro di quattro giorni sono stati identificati, arrestati e rilasciati. Tutto torna com'era. I picchiatori rossi di Torino sono già tutti a casa.

E questo, il direttore di Libero Mario Sechi proprio non riesce a digerirlo.

Certo, c'è di mezzo anche il clima politico infuocato, l'avvicinarsi del referendum sulla giustizia. E chi vuole la riforma, come Sechi, calca la mano contro la magistratura.

Però quanto accaduto in queste ore lascia quantomeno perplessi.

Se siamo tutti d'accordo che quanto successo sabato in coda al corteo pro Askatasuna è gravissimo, è accettabile che la magistratura con una sorta di colpo di spugna abbia vanificato il lavoro delle forze dell'ordine?

Una domanda a cui Sechi risponde con un secco no.

Sechi contro i giudici che hanno liberato i picchiatori di Torino

Mario Sechi, questa mattina, all'indomani della decisione del Tribunale di Torino di liberare tutti gli arrestati per i gravissimi disordini di sabato al corteo pro Askatasuna, è una furia:

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Tutti a casa, compagni. Eccola qui, la prova che mancava all'esistenza di un mondo parallelo: se nessuno va in prigione, lo scenario di un attacco allo Stato si dissolve, la città di Torino a ferro e fuoco evapora, la promessa di Askatasuna di continuare ad agire come un movimento di guerriglia diventa una bravata

Per il direttore, lo Stato fa la figura di quel tizio con la mano destra che non sa cosa fa la sinistra. O fa addirittura il suo contrario. 

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Il pianeta giustizia viaggia in un'altra dimensione che applica la formula dell'ammorbidente, lava, centrifuga, i panni sporchi tornano quasi immacolati, soffici, una questione risolta in lavatrice con il Dash ideologico e la coccolinata sociologica: l'arresto sì, il carcere no

Tutto, come in questa metafora, torna candido. Tutto si avvia a essere dimenticato all'insegna di chi ha avuto ha avuto e di chi è stato è stato.

Il tradimento della giustizia

Per Mario Sechi, sui fatti di Torino, c'è stato un vero e proprio tradimento all'interno dello Stato: la giustizia non ha fatto la sua parte dopo che le forze dell'ordine hanno catturato alcuni tra i manifestanti violenti di Askatasuna:

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Arrestateli pure, un tribunale non li punirà. Questa è la traiettoria della giustizia italiana che sfida le leggi della fisica, rispettata la norma del tribunale e violata l'intima coscienza che riconosce il bene e il male

Per Sechi, in ogni caso, si intreccia la cavillosità della giustizia italiana con le questioni politiche:

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La libertà d'opinione è in salvo, la radicale opposizione alla destra è salva. Il diritto di manifestare non corrisponde al diritto allo sfascio, di minaccia, di eversione...

Ma tant'è:

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Il senso della realtà si è dileguato, non solo nei tribunali

avverte Sechi.

Mario Sechi contro la sinistra

Per il direttore di Libero, a salire sul banco degli imputati politici è la sinistra che ha coperto fin dal primo momento i violenti della manifestazione pro Askatasuna.

Ora, anziché fare fronte comune e votare unanimamente una risoluzione per la sicurezza nelle città italiane, cerca di portare acqua al suo mulino elettorale facendo l'occhiolino ai violenti. Per questo, Sechi conclude così, evocando il festival di Sanremo:

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Nella farsa, si schiude davanti a noi lo spettacolo della tragedia di un sistema di poteri irresponsabili che vive una dimensione parallela. Tutti a casa. E canta che ti passa

 

 

 

 

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