04 Feb, 2026 - 19:49

Il futuro del calcio secondo Beppe Marotta, il manager che viene dalla gavetta

Il futuro del calcio secondo Beppe Marotta, il manager che viene dalla gavetta

Beppe Marotta, presidente dell’Inter, viene dalla gavetta. Non è nato “imparato” ma prima di arrivare alla guida di una delle società di calcio più importanti del mondo ha fatto il manager in serie C, dove i dirigenti non avevano neppure una scrivania. Del futuro del calcio può parlare dall’alto della sua esperienza e in una intervista a Dazn non ha parlato soltanto della situazione in casa nerazzurra ma dell’evoluzione del calcio, dei programmi e delle strategie. Sostiene che serve lungimiranza perché il calcio italiano non è quello più ricco e ambito: “C’è una evoluzione, a inizio anni 2000 il player trading lo utilizzavamo per attrarre giocatori importanti, oggi le plusvalenze sono voci rilevanti a bilancio. Il calciomercato in Italia non può non portare pareggi di bilancio. Tranne Como e Fiorentina tutti sono stati abbastanza contenuti. Serve lungimiranza nelle operazioni, con spazio alla fantasia e alla creatività”.

La ricetta: serve lungimiranza, fantasia e creatività

Per Inter e Milan, inoltre, c’è in ballo la questione stadio nuovo. Si viaggia verso gli Europei 2032 e Marotta ha illustrato le criticità dell’attuale San Siro: “Le difficoltà nascono già dal parcheggio e dall’arrivare con facilità per vivere 100 minuti con ospitalità. Non c'è grande disponibilità, la struttura non lo permette. Abbiamo dei bagni obsoleti che non rispondono gli standard minimi di accoglienza e di sicurezza. Questo non stimola il venire con le famiglie e i figli. Nello stadio moderno ci saranno spazi anche per i bambini”. Questa è la ricetta di Marotta, il manager che viene dalla gavetta.

LEGGI ANCHE