Il Gip di Torino ha disposto gli arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22enne originario della provincia di Grosseto, arrestato in differita perché sospettato di essere tra i responsabili dell’aggressione a un poliziotto durante gli scontri avvenuti sabato scorso a Torino, in occasione della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
Scarcerati, con obbligo di firma, gli altri due fermati, i torinesi Matteo Campaner (35 anni) e Pietro Desideri (31 anni), accusati di resistenza a pubblico ufficiale e arrestati dopo i disordini. Per loro il Gip ha respinto la convalida dell’arresto e la misura in carcere, disponendo l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria.
Le disposizioni del Gip hanno immediatamente scatenato la polemica di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, indignate per la mancata misura cautelare in carcere nei confronti dei tre fermati.
Come si legge nell’ordinanza di convalida dell’arresto ai domiciliari per Angelo Simionato, il Gip ha sottolineato l’esistenza di “concrete e specifiche esigenze cautelari”, alla luce delle “modalità e circostanze dei fatti, della carica offensiva complessivamente registrata dall’azione orale” e della “pericolosità” del 22enne di Grosseto, immortalato durante il pestaggio del poliziotto.
Pur essendo incensurato, Simionato risulta a più riprese segnalato e denunciato per “l’imbrattamento di un immobile, spaccio, favoreggiamento personale e porto di un coltello”. Per lui, la misura cautelare non sarà la custodia in carcere, ma gli arresti domiciliari.
Durante l’udienza di convalida, il 22enne toscano si è dichiarato innocente. “Procedevo nella folla, stavo scappando – ha raccontato Simionato – mi sono girato, ho visto il poliziotto a terra, le persone sopra di lui e mi sono allontanato”.
Le ordinanze del Gip di Torino hanno immediatamente scatenato la reazione politica. Tra i primi a intervenire, il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, che in un post sui social ha scritto: “Già a piede libero. VERGOGNA. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”.
Una posizione a cui ha fatto eco Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, secondo la quale la scarcerazione di due dei tre arrestati “è l’ennesimo segnale di un sistema che sembra voler premiare chi sceglie la violenza anziché chi la subisce per difendere la collettività”.
“Questi soggetti sono professionisti del disordine organizzati, che cercano lo scontro fisico e come tali andrebbero trattati e puniti”, ha poi aggiunto Ceccardi. “Non a caso, per loro la procura aveva chiesto il carcere. Permettergli di tornare subito in libertà alimenta un senso di impunità molto pericoloso, che svilisce il lavoro delle nostre Forze dell’Ordine”.
Del “solito copione” ha parlato invece Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei di Fratelli d’Italia. “Indipendentemente dalle ragioni”, ha scritto il ministro, si tratta di “una decisione della magistratura che suona come una resa incondizionata di fronte alla violenza organizzata”. “Passa così un messaggio devastante: chi aggredisce le forze dell'ordine, distrugge e semina caos nelle nostre città, ancorché arrestato, finisce per essere scarcerato quasi subito”.
Sulla stessa linea il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che in una nota si chiede: “Come si fa a sostenere l'azione delle forze dell'ordine quando la magistratura scarcera subito i già pochi che erano stati arrestati?”. La decisione del Gip di Torino, per il senatore, è la conferma della necessità di votare sì alla riforma della giustizia. “Questo è un ulteriore episodio di uso politico della giustizia. È una vergogna”, ha commentato.
Contro le argomentazioni di Matteo Salvini e Maurizio Gasparri, per i quali la decisione del Gip di Torino è una riprova della necessità di votare sì al referendum sulla giustizia, si è espressa la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso.
“Salvini e Gasparri dovrebbero spiegarci dove è scritto nella riforma che in futuro i Gip manderebbero in carcere le persone che oggi scarcerano con obbligo di firma. Forse intendono dire che in futuro sarebbe la politica a dare ordini alla magistratura?”, ha scritto sui social la deputata, sottolineando come il ministro Nordio, in passato, abbia affermato che “la custodia cautelare in carcere sia un abominio” e che “il sovraffollamento carcerario sia dovuto alla disinvolta applicazione della carcerazione preventiva da parte dei giudici”.
“Salvini e Gasparri facciano pace con i giudici”, ha concluso con l’affondo finale.